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Ladri entrano in casa e rubano una scatolina con dentro due pepite: “Pensavano fossero oro o pietre preziose, ma erano i miei calcoli renali”

Vittima del furto l'ex vicedirettore del Messaggero Veneto, Giuseppe Ragogna. I malviventi hanno messo a soqquadro la casa trovando solo pochi spiccioli stranieri e la "preziosa" scatolina medica

di Redazione FqMagazine
Ladri entrano in casa e rubano una scatolina con dentro due pepite: “Pensavano fossero oro o pietre preziose, ma erano i miei calcoli renali”

Cercavano tesori, oro o gioielli di famiglia, ma questa volta l’avidità ha giocato loro un brutto scherzo. Hanno scambiato due pepite per oro o pietre preziose, ignorando che si trattasse in realtà di calcoli renali conservati come ricordo di un passaggio medico tutt’altro che piacevole. È la grottesca disavventura capitata a una banda di ladri a Pordenone, che ha preso di mira l’abitazione di Giuseppe Ragogna, ex vicedirettore del quotidiano Messaggero Veneto.

Il furto è andato in scena con modalità classiche, ma con un epilogo decisamente inedito. Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima alle forze dell’ordine, i malviventi sono riusciti a penetrare nell’appartamento forzando l’accesso attraverso un terrazzino. Una volta dentro, convinti di poter mettere le mani su un bottino consistente, hanno setacciato ogni stanza, aprendo cassetti e armadi e mettendo completamente a soqquadro l’abitazione alla ricerca di denaro contante o preziosi. La ricerca, però, si è rivelata infruttuosa. In casa non c’erano casseforti piene né gioielli di valore esposti.

Frustrati dalla mancanza di oggetti di lusso, i ladri si sono dovuti accontentare di quel poco che hanno trovato a portata di mano. “L’unica cosa che hanno preso sono state alcune monete e banconote – dollari, sterline – che conservavo dai miei viaggi, ma non saranno stati più di 150 euro”, ha raccontato Ragogna, sottolineando l’esiguità del valore economico della refurtiva. Tuttavia, prima di fuggire, la loro attenzione è stata catturata da una piccola scatolina. Al suo interno c’erano due piccoli frammenti solidi, simili a pietruzze. Nella fretta e probabilmente ingannati dalla “custodia“, i ladri devono aver pensato di aver trovato delle pepite d’oro grezzo o delle pietre rare non ancora lavorate. L’amara sorpresa La realtà, come ha spiegato ironicamente il giornalista, era ben diversa: “Conservavo, in una scatolina, i calcoli renali che avevo appena fatto analizzare. Devono aver pensato che avessero un qualche valore”.

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