I contrabbandieri di Robin Hood’s Bay e il racconto di Whitby in Dracula - 3/5
Robin Hood’s Bay è uno dei villaggi di pescatori che costellano queste costiere aspre. Le casette con i tetti a punta e le facciate colorate sfidano l’inverno ed il suo rigore, tornando a risplendere con il sole che fa capolino nella bella stagione regalando distese di sabbia a perdita d’occhio, lungo spiagge immacolate. Qui, ciò che oggi appare gentile, un tempo era il rifugio dei contrabbandieri che nascondevano i loro segreti lungo i vicoli fatti di pietrisco. La memoria di quel tempo ha dato vita allo spirito creativo che fa vivere i laboratori artistici e le boutique originali che rendono questo posto ancora speciale.
Risalendo verso nord si raggiunge Whitby, la città delle “vedove del mare”, le mogli dei pescatori che perdevano la vita affrontando, sconfitti, le onde e le tempeste. Nel 1897 Bram Stoker descriveva questo villaggio pieno di leggende nelle pagine di Dracula. A distanza di quasi 130 anni, ben poco è cambiato: “Le case del centro storico hanno tutte il tetto rosso e sembrano ammucchiate una dopo l’altra in modo casuale”, scriveva l’autore che proprio qui trasse ispirazione per il suo romanzo più famoso. L’antica abbazia, le sirene, le streghe, gli alchimisti e le creature magiche hanno sempre alimentato dialoghi tra più “dimensioni” che sembra sempre possibile poter afferrare. Basta fare silenzio. Whitby, grazie alla creatività di Luke e Jessica, oggi ha anche il suo gin e i distillati realizzati con i frutti di questi boschi, il sambuco ed il profumo delle alghe, il ginepro il coriandolo ed il miele dello Yorkshire. Nella collezione non manca la bottiglia dedicata al “principe delle tenebre” invecchiata in botti di legno della Transilvania e che conserva il profumo della ciliegia, rosso sangue.