Facendo un passo indietro nel tempo, il termine pet-therapy venne coniato nel 1961 dallo psichiatra infantile Boris M. Levinson, si tratta di uno studio specifico in cui la presenza e la partecipazione degli animali da compagnia nelle sedute, assume un impatto terapeutico, educativo, anche di conforto e supporto nelle terapie, aiutando il paziente a gestire i propri stati emozionali e il comportamento.
A chi si rivolge Pet therapy?
Si rivolge a tutti, adulti, bambini e adolescenti con disturbi comportamentali, fisici o dovuti a traumi. Spesso viene svolta con gli anziani, soprattutto nei soggetti con compromissioni cognitive, ad esempio nei pazienti affetti da Alzheimer, oppure per percorsi di riabilitazione della persona malata. La Pet therapy risulta importante e di supporto per i bambini e i ragazzi con sindrome autistica che manifestano disturbi comportamentali, oppure con deficit cognitivi o difficoltà motorie.
Quali sono i benefici della Pet therapy?
Prendersi cura di un animale incentiva la partecipazione attiva alle attività quotidiane, soprattutto in nei bambini con disturbi psicologici ed emotivi, riducendo lo stress, l’ansia, aumentando la fiducia in sé stessi, l’autostima.
Promuove l’attività fisica, andando a migliorare i benefici fisici, attraverso un’attività motoria, specialmente nei programmi con cavalli (ippoterapia).
L’obiettivo è quello di migliorare la capacità di comunicare e socializzare.
Come funziona la Pet therapy?
Nelle Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali (Iaa) tre sono le categorie specifiche per la cura dei bambini e adulti, ossia:
Attività assistita con gli animali (Aaa), Educazione assistita con gli animali (Eaa) e Terapia assistita con gli animali (Taa).
In Italia il numero di Istituzioni sanitarie, strutture educative e sociali, che applicano come programma la Pet Therapy, o terapia assistista con gli animali è aumentato, queste sono prevalentemente strutture ospedaliere, case di risposo, centri di accoglienza, case di cura.
Le specie di animali vengono selezionate con cura, controllati e abilitati da veterinari esperti in Iaa, tra questi non ci sono solo cani o gatti, ma anche cavalli, asini, conigli (per bambini timorosi).
È constatato come gli animali offrono un ambiente di supporto privo di giudizio, favorendo ai bambini uno sviluppo dell’autostima e della fiducia in sé stessi.
L’intervista con Simona Mazzucchetti
Un viaggio – intervista con Simona Mazzucchetti, presidente dell’Associazione Cane Terapia per comprendere meglio questo percorso terapeutico:
Che cos’è la Pet Therapy e in che cosa si distingue la Pet Therapy dalle terapie alternative?
La Pet Therapy, è oggi definita a livello nazionale e internazionale come Interventi Assistiti con Animali (per semplificare useremo l’acronimo Iaa); questo per meglio identificarne i programmi educativi, riabilitativi e terapeutici dalle altre attività, come l’addestramento o le terapie sull’animale.
Questi interventi sono riconosciuti ufficialmente come cura dal Ministero della Salute. Gli Iaa si distinguono dalle altre Terapie Alternative, perché non è un operatore o un oggetto a fare da stimolatore e da collegamento con la realtà, ma è un animale d’affezione, che può essere un cane, un cavallo, un asino, un gatto o un coniglio.
Animali, che con la loro particolare empatia riescono ad entrare positivamente nell’intimo della persona, a comprendere lo stato d’animo e dare serenità e conforto.
Presidente quando un genitore deve ricorrere alla Pet Therapy per intraprendere un percorso di cura per il proprio bambino? E dove e come si fa a scegliere un percorso qualificato?
I programmi di tipo riabilitativo e terapeutico con l’animale, solitamente sono a supporto dei professionisti che si occupano, nel caso bambini, di disturbi dell’età evolutiva e sono loro che possono suggerire gli interventi con l’impiego dell’animale, solitamente il cane.
Ho detto a supporto, proprio perché l’animale riesce ad abbattere le barriere psicologiche che a volte anche i professionisti più esperti non riescono a valicare.
A tal proposito, vorrei raccontare l’esperienza del neuropsichiatra infantile Boris Lenvinson, che nel 1961 scoprì per caso il potere facilitatore del cane con un suo piccolo paziente affetto da sindrome autistica.
Durante le sedute, Levinson, continuava a scontrarsi con l’indifferenza del suo piccolo paziente senza riuscire ad instaurare una relazione e ad ottenere dei risultati terapeutici. Casualmente, durante una seduta, il suo cane Jingles entrò in studio, si avvicinò con festosità al bimbo catturando la sua attenzione. Con stupore Levinson notò che il cane era riuscito ad aprire un canale di comunicazione diretto con il giovane paziente ed entrare in relazione con lui, tanto da ricevere una carezza.
Nelle sedute successive, con la presenza di Jingles, il bambino attraverso il gioco, riuscì a instaurare una comunicazione indiretta con Levinson; infatti, attraverso l’animale, il piccolo riusciva a proiettare le proprie emozioni, fino ad allora inesprimibili.
È importante che i programmi di tipo riabilitativo e terapeutico con l’animale vengano inseriti in un progetto comune con gli specialisti.
Suggerisco di contattare Associazioni o Cooperative che abbiamo operatori abilitati negli Interventi Assistiti con animali con specifiche competenze o studi (es. Psicologi, Educatori, Pedagogisti). Non meno importante sono gli anni di esperienza svolti dall’operatore con l’animale.
Gli animali vengono preparati per intraprendere queste terapie? Sono guidati da operatori?
L’animale impiegato negli interventi assistiti è sempre condotto da un operatore, il quale deve poterne garantire l’idoneità fisica e comportamentale. Pertanto, l’animale deve essere certificato e testato da un medico veterinario abilitato negli Iaa, meglio se in collaborazione con addestratore cinofilo, sempre esperto in Iaa.
Nel nostro caso che impieghiamo cani, l’animale deve essere di proprietà (per intenderci, non preso in prestito da parenti o amici).
Solitamente, il cane viene preparato con l’aiuto della scuola di formazione durante i corsi di abilitazione dell’operatore – purtroppo, non è sempre così – All’inizio della formazione per il cane è prevista una prima valutazione, nella quale si esamina lo stato di salute e il comportamento. Una volta perfezionata l’educazione, viene nuovamente esaminato da un addestratore esperto in Iaa, il quale ne testa la preparazione eseguita dall’operatore, l’ubbidienza e la tollerabilità ai possibili stress che potrebbero manifestarsi negli ambiti di lavoro (urla, rumori improvvisi come la caduta di un vassoio…).
L’esame prevede anche la prova del binomio, operatore e cane, in cui vengono simulati gli interventi contemplando i vari ambiti di lavoro.
Infine, il cane viene abilitato per l’area di lavoro idonea alle sue caratteristiche.
Libri e animali un connubio perfetto?
I libri sono molto importanti per lo sviluppo dei bambini e l’associazione libri e animali, da qualche anno è diventato un tipo di attività nota come Lettura Assistita con gli Animali (R.E.A.D.). Sono interventi in cui il bambino o i bambini sono accompagnati nella lettura con la presenza di cani preparati, socievoli e particolarmente tranquilli. Questi momenti di relazioni bambino e cane, consentono di migliorare le capacità di lettura, ridurre l’ansia di prestazione e accrescere l’autostima nei bambini.
La lettura può essere replicata anche a casa, se è presente un animale domestico. Facendo presente di non forzare il rapporto bimbo e animale. Ogni avvicinamento deve essere spontaneo e nel rispetto di entrambi.
Per concludere quanti e quali benefici avete toccato con mano con la Pet therapy? Ci racconti delle esperienze vissute.
In questi ormai 11 anni di attività abbiamo avuto modo di constatare come l’aiuto dell’animale consenta di raggiungere benefici a volte insperati, sia con i bambini che con gli adulti.
È capitato di lavorare con bambini iperattivi che in aula erano poco gestibili e che invece con la Pet education e con progetti specifici, sono riusciti ad autoregolarsi e a stare tranquilli durante l’Intervento.
Anche le paure del cane e le timidezze, con il cane si superano molto velocemente durante i primi incontri.
Personalmente, ho vissuto un’esperienza molto toccante, capitata in una scuola dell’infanzia. In gruppo di bambini che dovevano fare l’incontro, c’era un bimbo con una sindrome autistica importante; tra le sue fragilità emergevano il classico distacco dalle persone e dalla realtà, associate a un’iperattività senza nessuna finalità.
La maestra entrata in stanza ha subito cercato di trattenere il bambino sulla sedia, una richiesta che ovviamente il bimbo non comprendeva e non accettava e che ha portato a reazioni negative.
Vista la situazione, che stava avendo effetti anche sul resto del gruppo, ho chiesto di lasciare il bambino libero di muoversi per la stanza. A quel punto il bimbo si è avvicinato al cane, ha guardato tutti gli oggetti sul tappeto che utilizzo per gli incontri e visto il cane sdraiato e calmo, si è messo vicino, si accoccolato e addormentato.
La meraviglia manifestata dalla maestra l’ho ancora in mente come fosse ieri!
Cinque libri per bambini sugli amici a quattro zampe
Il mio cane e io
di Céline Person
illustratrice Magda Brol
Traduttrice Maria Sara Mabilia
Editore Sassi Età di lettura: da 3 anni
Il bellissimo rapporto tra un bambino e il suo cane, un cane che l’ha visto nascere.
Un libro che racchiude un amore profondo, basato su una crescita comune. Un cane migliore amico, con cui giocare ma anche supportare e aiutarsi nei momenti di difficoltà e di gioia. Il sentirsi protetti grazie ad un amore incondizionato. Una dolce storia di confronto e di profondo affetto che insegna molto i bei valori ai bambini.

Madeline e il cane che le insegnò ad amare i libri
di Lisa Papp
Editore Giunti, Età di lettura: da 4 anni
Madeline non ama leggere, perché balbetta, farfuglia: ha delle difficoltà.
Bonnie sarà per la sua vita un dono prezioso; l’amico a quattro zampe aiutarà la piccola dandole coraggio, senza ridere e senza giudicare.
Una storia ricca di un potere disarmante come l’amicizia e il sostegno.
La storia pubblicata da Giunti si ispira al progetto “Read-to-Dogs”, pensato per i bambini che hanno difficoltà con la lettura ad alta voce attraverso l’aiuto di cani randagi.

Io ho un cane magico
di Anna Vivarelli
Illustratrice Lucia Salemi
Editore Piemme, Età di lettura: da 5 anni
Anna Vivarelli regala ai piccoli lettori la storia di Fillo. Fillo è un cane magico, che conosce tutte le lingue del mondo: quella degli gnomi, quella delle formiche e perfino quella delle talpe. Tante saranno le avventure, spesse volte non capite dagli adulti. Perché si sa il linguaggio degli animali e quello dei bambini creano insieme magia.

Finalmente ho un cane!
di Amanda McCardie
illustrazioni di S. Rubbino
Editrice La Margherita, Età di lettura: da 5 anni
Un libro edito da La Margherita edizione in cui da un valido supporto a chi decide di prendere un cagnolino.
Una guida che insegna ad accudirlo e a prendersene cura nel migliore dei modi.

Storie di cani per una bambina
di Dacia Maraini
Illustratore AntonGionata Ferrari
Editore Rizzoli, Età di lettura: da 8 anni
Dacia Maraini, eccellente scrittrice ha pubblicato con Rizzoli un libro dedicato alle storie dei cani rivolto ai bambini: cani che adorano i gelati, cani abbandonati in un cassonetto, cani innamorati dei loro padroni, cani volanti… ma altri animali, come cavalli, lontre e misteriosi uccelli.
Un libro che racchiude l’affetto dato dagli animali che hanno attraversato il cammino dell’autrice, segnando le sue giornate. Un libro per grandi e piccini.
