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“Per cani e gatti spendiamo quasi 7 miliardi all’anno”. La pet economy vola in Italia: la classifica delle città che spendono di più per gli animali domestici

I numeri della pet economy in Italia dimostrano l'amore delle famiglie per gli animali domestici

di Redazione FqMagazine
“Per cani e gatti spendiamo quasi 7 miliardi all’anno”. La pet economy vola in Italia: la classifica delle città che spendono di più per gli animali domestici

L’Italia ama gli animali domestici. Circa 10 milioni di famiglie possiedono almeno un animale domestico, il 37.7% del totale dei nuclei familiari. Secondo quanto riporta La Presse, i cuccioli presenti nelle case delle persone sono oltre 25 milioni. Ma chi è il protagonista per eccellenza degli animali domestici? Il gatto. Circa 1.7 milioni di famiglie, pari al 17.4% di quelle con un cucciolo, convivono con almeno un felino. E la quota è in aumento. Nel 2015, infatti, la percentuale era al 16.4%. Cresce la presenza dei cani, che raggiunge il 22.1%. Secondo lo studio di Confartigianato, la quota di famiglie con animali è salita di 1.5 punti percentuali, passando dal 36.2 al 37.7%. Nel 2024 la spesa per i prodotti e i servizi per animali ha toccato la cifra di 6.747 milioni di euro. Di questi, 5.415 – pari all’80,3% del totale – è stato destinato a prodotti come alimenti, farmaci veterinari, articoli per la toelettatura e accessori. A questi si aggiungono 1.1332 milioni di euro – il 19.7% del totale – per servizi veterinari, addestramento e ospitalità.

A livello regionale, nella classifica della maggiore spesa destinata agli animali c’è la Lombardia, con 1.396 milioni (il 20.7% del totale nazionale). Al secondo posto si piazza il Lazio, con 882 milioni di euro (il 13.1%) e chiude il podio il Veneto, con 652 milioni (il 9.7%). Per quanto riguarda le città, invece, la città che spende di più per i cuccioli domestici è Roma, con 662 milioni di euro. Alle spalle della Capitale si posiziona Milano con 481 milioni e infine Torino, terza con 325 milioni di euro. Lo studio di Confartigianato ha fatto emergere un dato interessante sul numero di imprese attive nei servizi di cura degli animali: ben 3440. Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha dichiarato: “I nostri dati confermano che la passione degli italiani per gli animali domestici non è solo un fenomeno sociale, ma un vero motore economico capace di generare occupazione, nuova imprenditorialità artigiana e valore aggiunto diffuso sui territori. Un segnale chiaro: la pet economy è ormai una componente strutturale dei consumi e del tessuto produttivo del Paese”.

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