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Ultimo aggiornamento: 18:07

Il “paese dei coltelli” contro il decreto Sicurezza: “Strumenti di uso quotidiano vengono considerati armi, un paradosso”

Il sindaco scrive al governo: un decreto che minaccia l'economia locale basata sulla tradizione artigianale di forbici e coltelli
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In un Comune conosciuto come il “paese dei coltelli”, dove la tradizione artigianale affonda le radici nella storia e il fatturato derivante dalla vendita di forbici e coltelli raggiunge i 20 milioni di euro l’anno, le restrizioni del decreto Sicurezza spaventano l’amministrazione e le aziende che, con quel fatturato, alimentano l’economia locale. Per questo Pasquale Rocco De Lisio, il sindaco di Frosolone – paese da poco meno di tremila abitanti in provincia di Isernia – ha firmato una lettera indirizzata al governo per chiedere correttivi e chiarimenti sul provvedimento che, altrimenti, potrebbe avere pesanti ricadute sul territorio. “L’Amministrazione comunale – dice il primo cittadino – ribadisce il pieno sostegno agli obiettivi di sicurezza perseguiti dal governo, ma ritiene necessario distinguere con attenzione tra l’uso illecito di strumenti e la produzione artigianale e industriale di qualità destinata a impieghi legittimi e professionali”.

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