Ieri 15 febbraio a “Domenica In” in occasione dei cento anni dalla nascita di Claudio Villa, il “reuccio” della musica italiana morto di infarto il 7 febbraio 1987, in studio si sono presentate la vedova Patrizia Baldi, assieme alla figlie Andrea Celeste (1980) e Aurora (1981).
“Ho perso Claudio a 29 anni, per molti sono ancora la sposa bambina (tra i due c’erano 32 anni di differenza, ndr). – ha affermato – Mi sono costruita una corazza, non ero una Lolita, ero solo una ragazza giovane che si era innamorata di un uomo più grande che era un artista”.
E ancora: “La mattina del 7 febbraio, l’ultima di Sanremo, decidiamo insieme ai dottori di spostarlo nell’altra sala per vedere la tv dove c’era Sanremo, ma lui non ha voluto tenere la tv accesa. La sera stessa ha un attacco, lo riaprono, ma non c’è stato più nulla da fare. Morto il 7 febbraio, la finale del Festival di Sanremo. Ha voluto mettere la firma anche quella sera, è morto lì su quel palco. Ha partecipato a 13 Sanremo e 4 ne ha vinti. Non avere neanche un piccolo ricordo, fa male. Perché bisogna raccomandare Claudio Villa per avere un piccolo spazio a Sanremo? C’è stata superficialità”.
“Cosa mi ha fatto innamorare di lui? Non lo so… era tutto per me. – ha affermato – È stato l’amore della mia vita, unico. Le nostre figlie sono il regalo più bello che mi ha fatto”.
“Litigavamo per la moto. Si faceva Roma-Milano in moto, io ero contraria, non gli parlavo per due giorni. – ha detto – Abbiamo fatto il viaggio di nozze in moto, ben 5 giorni. Ero disperata. Ero gelosa, molto gelosa, qualche volta l’ho anche seguito. Era un po’ birichino, però credo che non mi abbia mai tradito. Anche perché ti sposi con una ragazza giovane tutta per te, che fai? La tradisci? Lui era geloso di me. Se portavo scollature mi diceva ‘copriti’, ma io non potevo permetterglielo”.
“Nonostante il cuore funzionasse bene, aveva avuto un’ischemia e tre coronarie chiuse. – ha affermato in merito ai problemi di salute del marito – Tutto questo parte dal passato, quando a 20 anni ha avuto la tubercolosi. Claudio sta male e si opera proprio a Padova e da lì non è mai più tornato a casa. Sono saltati tutti i bypass fatti, era in terapia intensiva, saltato il fegato, saltati i reni, non funzionava più niente. Ha avuto un infarto sotto l’intervento, non è stato positivo, non poteva più parlare”.