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“Un unicorno dagli occhi giganti”: spunta dal mare il rarissimo “Pesce Liocorno”, la misteriosa creatura degli abissi spiaggiata in Sicilia

L'esemplare di Lophotus lacepede trovato giovedì: ha spruzzato inchiostro prima di morire. Il biologo Isgrò: "Sarà esposto al MuMa". Vive a mille metri di profondità.

di Redazione FqMagazine
“Un unicorno dagli occhi giganti”: spunta dal mare il rarissimo “Pesce Liocorno”, la misteriosa creatura degli abissi spiaggiata in Sicilia

Sembrava una creatura uscita da un bestiario medievale o da un racconto mitologico, con quella cresta rossa e il corpo d’argento, invece era un visitatore reale e sfortunato degli abissi. Sulla spiaggia di Milazzo, giovedì scorso, il mare ha restituito un rarissimo esemplare di Lophotus lacepede, meglio noto come “pesce liocorno”. Un incontro eccezionale per il Mediterraneo, che ha permesso agli studiosi di osservare da vicino un abitante della “zona crepuscolare” oceanica, solitamente nascosto tra i 200 e i mille metri di profondità.

Il ritrovamento e la difesa “all’inchiostro”

A intervenire sul posto è stato Carmelo Isgrò, biologo e direttore del MuMa (Museo del Mare di Milazzo). L’animale era ancora vivo al momento dello spiaggiamento, ma in condizioni critiche. Nonostante i tentativi di salvarlo riportandolo in acqua, il pesce non è sopravvissuto. Tuttavia, negli ultimi istanti di vita, ha mostrato un comportamento difensivo sorprendente: ha espulso un getto di liquido denso e scuro da una sacca cloacale. Una strategia di difesa che ricorda molto quella dei molluschi cefalopodi (come polpi e calamari) e che serve a disorientare i predatori nelle profondità marine, raramente osservata in diretta dagli esseri umani.

Un “unicorno” dagli occhi giganti

“Il nome ‘liocorno’ richiama l’idea di un unicorno marino per via della protuberanza presente sulla testa dell’animale che sembra un corno, come appunto il mitico cavallo alato”, ha spiegato Isgrò analizzando la morfologia dell’esemplare. L’aspetto è inconfondibile e alieno: il corpo è allungato e nastriforme, quasi privo di pinna anale e caudale, ma sovrastato da una lunga pinna dorsale rossa composta da raggi flessibili che parte proprio dalla “crestafrontale. Gli occhi sono enormi, una caratteristica evolutiva necessaria per catturare la poca luce presente negli abissi, mentre la bocca nasconde tre file di denti conici, appuntiti e irregolari. Armi perfette per catturare pesci, mammiferi e plancton durante le migrazioni verticali notturne, quando questi animali risalgono in superficie per nutrirsi dopo aver passato il giorno al sicuro nel buio.

Dalla spiaggia al museo

Dopo il decesso, la carcassa è stata trasferita alla Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Messina. Qui, Isgrò ha lavorato insieme al ricercatore Pietro Battaglia per effettuare le prime analisi scientifiche e biometriche su una specie di cui si sa ancora molto poco, essendo definita “mesopelagica” (come il pesce lanterna o il maurolico) e quindi difficilissima da studiare nel suo ambiente naturale. L’esemplare non andrà perduto: è stato avviato il processo di preparazione per essere musealizzato ed esposto presso il MuMa di Milazzo. Lì, il “pesce liocorno” continuerà a raccontare ai visitatori il fascino e i misteri della biodiversità sommersa del Mare Nostrum.

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