Il mondo del cinema e del doppiaggio italiano perde una delle sue figure più rappresentative ed eleganti. È morto all’età di 88 anni Pino Colizzi, attore di teatro e televisione, ma soprattutto voce indimenticabile che ha accompagnato generazioni di spettatori prestando il timbro a divi di Hollywood e a personaggi iconici dell’animazione. Nato a Roma nel 1937, Colizzi lascia un’eredità artistica che spazia dal palcoscenico d’autore alle grandi produzioni cinematografiche internazionali.
Dagli esordi con Visconti al successo in tv
La carriera di Colizzi inizia sotto la guida di uno dei maestri assoluti del Novecento: Luchino Visconti. Il regista gli affidò una piccola parte in Uno sguardo dal ponte, dramma teatrale in cui il giovane attore recitò al fianco di mostri sacri come Paolo Stoppa e Rina Morelli. Lo stesso anno segnò anche il suo debutto televisivo e la prima grande popolarità: Colizzi fu infatti il protagonista dello sceneggiato Tom Jones, ruolo che lo fece conoscere al grande pubblico del piccolo schermo.
Le voci del mito: da Superman a Il Padrino
È nel doppiaggio, tuttavia, che Pino Colizzi ha scritto pagine fondamentali della storia del cinema in Italia. La sua voce, calda e versatile, è legata indissolubilmente a Christopher Reeve nei primi tre film della saga di Superman: per milioni di italiani, l’Uomo d’Acciaio parla con la sua intonazione. Il suo curriculum al leggio è impressionante. Ha doppiato Robert De Niro nel giovane Vito Corleone ne Il Padrino – Parte II, Martin Sheen nel capitano Willard del capolavoro Apocalypse Now di Francis Ford Coppola e Michael Douglas in numerose pellicole di successo. Tra gli altri grandi attori a cui ha prestato la voce figurano Jack Nicholson, Warren Beatty, James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif e Franco Nero. Un capitolo a parte merita il colossal Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli: in questa produzione, Colizzi fu sia attore (nel ruolo di Jobab) sia doppiatore del protagonista Robert Powell, diventando la voce italiana di Gesù.
L’icona Disney e la tv di culto
La versatilità di Colizzi ha toccato anche l’animazione e la serialità televisiva di culto. Nel 1973 regalò la voce alla volpe protagonista del classico Disney Robin Hood, un’interpretazione che rimane nella memoria collettiva per la sua ironia e il suo fascino scanzonato. Sul fronte delle serie tv, è ricordato per aver doppiato Patrick McGoohan nella seconda edizione italiana de Il prigioniero, celebre serie fantascientifica britannica degli anni Settanta.
Pino Colizzi lascia la moglie, l’attrice e doppiatrice Manuela Andrei, e i due figli Carlo e Chiara.