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Bimba uccisa a Bordighera, la madre avrebbe viaggiato con il corpo della figlia in macchina

Emerge dall'ordinanza di custodia cautelare con cui il gip di Imperia ha convalidato l'arresto di Manuela A., 43 anni, indagata per omicidio preterintenzionale
Bimba uccisa a Bordighera, la madre avrebbe viaggiato con il corpo della figlia in macchina
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Manuela A., 43 anni, la donna accusata dell’omicidio preterintenzionale della figlia, avrebbe viaggiato in macchina con il cadavere della bimba. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Beatrice, 2 anni, sarebbe morta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio, in circostanze ancora da chiarire. Il giudice per le indagini preliminari di Imperia, Massimiliano Botti, che aveva lasciato in carcere l’indagata nell’ordinanza fa riferimento agli spostamenti della donna dalla casa del compagno a Bordighera, dove ha dato l’allarme al 118, fino a Perinaldo, senza rivelare l’effettiva morte della piccola. Anche l’uomo è indagato ed è a piede libero.

Secondo la ricostruzione degli investigatori tutto è avvenuto la mezzanotte e le 2 della notte tra l’8 e il 9 febbraio, quando Beatrice sarebbe deceduta. Manuela A., stando alle indagini, avrebbe chiesto l’intervento dei soccorsi alle 8.21 del mattino, ma per il giudice la bambina era già morta da diverse ore. Anche questo dettaglio cruciale ha portato al fermo della donn.

Gli inquirenti sospettano che la morte della bambina sia avvenuta non nella casa della madre, come inizialmente ipotizzato, ma nell’abitazione di Perinaldo, un piccolo centro dell’entroterra ligure dove vive il compagno, in una casa rurale che è stata posta sotto sequestro. Secondo le dichiarazioni della madre, che ha passato la notte tra il 7 e l’8 febbraio con le sue tre figlie nel paese del compagno, Beatrice avrebbe avuto dei problemi respiratori, che lei avrebbe scambiato per un semplice raffreddore. La donna ha ammesso di non aver portato la bambina al pronto soccorso, pur avendo notato alcuni sintomi preoccupanti.

A complicare la vicenda, l’autopsia sul corpo della piccola Beatrice, che si svolgerà nei prossimi giorni, dovrà chiarire se le numerose contusioni riscontrate sul corpo della bambina siano state causate da un incidente, come ha dichiarato la madre, oppure da violenza. La donna ha raccontato che la piccola sarebbe caduta dalle scale pochi giorni prima della morte, ma non l’ha portata in ospedale ritenendo che fosse solo una ferita superficiale. Tuttavia, i lividi evidenti potrebbero suggerire altro. Oltre alla testimonianza della madre, ci sono anche immagini di telecamere di sorveglianza e indagini da parte dei carabinieri. In un clima già teso, l’avvocata Laura Corbetta, che difende la donna, è stata oggetto di minacce sui social.

Foto di archivio

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