Il prossimo 20 febbraio, la città di Rimini inaugurerà nei prestigiosi spazi di Palazzi dell’Arte Rimini, Palazzo del Podestà e Sala dell’Arengo un progetto espositivo di grande rilievo scientifico e culturale: “Riviera Dream Vision – Itinerari di moda. Storie, Codici, Immaginari”. Questa mostra non si configura come una semplice esposizione di capi d’abbigliamento, ma come una vera e propria analisi didattica del distretto produttivo romagnolo, capace di trasformare l’artigianato d’eccellenza in un linguaggio artistico riconosciuto a livello globale. Il percorso, che si estende su una superficie di oltre 1.400 metri quadrati, è stato curato da Katia Bartolini e Chiara Pompa con l’obiettivo di illustrare come la creatività locale sia riuscita a influenzare il gusto internazionale negli ultimi settantacinque anni. L’esposizione si articola attorno a tre nuclei tematici fondamentali che permettono di comprendere la complessità del sistema moda. Il primo riguarda l’eredità storica dei grandi brand del territorio, come Alberta Ferretti, Moschino, Iceberg e Fuzzi, le cui creazioni sono analizzate per evidenziare l’evoluzione dei materiali e delle tecniche di sartoria. Il secondo pilastro è dedicato all’eccellenza calzaturiera di San Mauro Pascoli, rappresentata da nomi storici quali Sergio Rossi, Giuseppe Zanotti, Casadei, Pollini e Baldinini. In questa sezione, il visitatore può osservare da vicino pezzi iconici realizzati per star mondiali come Michael Jackson e Beyoncé, comprendendo come il “saper fare” artigianale diventi un valore aggiunto imprescindibile per il lusso contemporaneo.
Un aspetto centrale del percorso didattico è rappresentato dal dialogo costante tra la moda e l’immaginario cinematografico di Federico Fellini. In coincidenza con il cinquantesimo anniversario del film “Il Casanova”, la mostra espone preziosi costumi di scena originali, tra cui l’imponente abito del Doge, provenienti dal Fellini Museum. Questa sezione spiega visivamente come il cinema abbia fornito una grammatica di segni e visioni che gli stilisti hanno successivamente assorbito e reinterpretato nelle loro collezioni. Non si tratta quindi solo di guardare al passato, ma di capire come la memoria storica nutra costantemente la creatività del presente. L’elemento di innovazione tecnica più rilevante è l’integrazione di sistemi di Intelligenza Artificiale e Realtà Aumentata sviluppati in collaborazione con il VarLab dell’Università di Bologna. Attraverso l’uso di algoritmi di “machine learning”, le installazioni digitali analizzano i pattern grafici e le texture storiche dei marchi esposti per proiettare scenari visivi inediti.
Questo processo didattico permette di visualizzare la “decomposizione” di un’opera di design, mostrando come un colore o una linea del passato possano essere trasformati in nuovi linguaggi estetici. Il visitatore è così invitato a interagire con il contenuto digitale, comprendendo che l’Ia non sostituisce l’estro umano, ma funge da potente strumento di archiviazione predittiva e supporto alla progettazione. “Rimini e la moda – sottolinea il Sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad – hanno una storia, nel bene e nel male, con tanti punti di contatto: l’aver dato senso e significato a quel presente fatto di sogni, desideri, speranze e delusioni. Spesso di Rimini si è detto e si dice che sia una città che anticipa le mode: il tema è la consapevolezza del presente, di chi siamo e su questo costruire un contesto individuale e collettivo in cui in tanti possono trovare ispirazione, ambizione o perfino conflitto positivo….” La mostra sarà aperta per tre mesi dal 20 febbraio al 24 maggio (da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00).