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“A 20 anni sono stata colpita da un attacco ischemico transitorio: un mal di testa improvviso. Annientata dal dolore, era l’emicrania con aura”: così Barbara Tabita

L'attrice ha spiegato: "L’emicrania si diagnostica, innanzitutto, tramite una visita neurologica a cui fanno seguito una Tac o una risonanza magnetica"

di Redazione FqMagazine
“A 20 anni sono stata colpita da un attacco ischemico transitorio: un mal di testa improvviso. Annientata dal dolore, era l’emicrania con aura”: così Barbara Tabita

L’attrice Barbara Tabita, popolare al grande pubblico grazie a diverse produzioni come ad esempio “I Cesaroni”, “Il 7 e l’8” e l’ultimo film di Ficarra e Picone “Sicilia Express”, a Il Corriere della Sera ha raccontato di avere l’emicrania con aura che l’ha “annientata” e creato non pochi problemi.

“Ho sempre avuto un carattere positivo, solare e quando sono stata raggiunta da questo fulmine a ciel sereno è stato un vero tsunami. A 20 anni sono stata colpita da un TIA, un attacco ischemico transitorio: – ha affermato – un mal di testa improvviso, emicrania aura scoprirò in seguito. Le mie parole erano sconnesse, desideravo dire una cosa e ne dicevo un’altra, era impossibile comprendermi, ero bloccata in un corpo che non riusciva a esprimersi e io ero cosciente di questa mio incomprensibile linguaggio. Ho continuato la mia vita imputando l’accaduto allo stress”.

E ancora: “Un giorno, avevo 40 anni, a Roma il sole mi è arrivato attraverso la finestra come una lama negli occhi, a seguire una potente emicrania. Ho pensato all’esordio di una paresi: l’emicrania aura può dare paralisi temporanea. L’aura era tornata e la cartella clinica che sono riuscita a recuperare in ospedale, dopo 20 anni, confermava questa patologia neurologica, dimostrata da ulteriori esami a cui sono stata sottoposta”.

“L’emicrania si diagnostica, innanzitutto, tramite una visita neurologica a cui fanno seguito una Tac o una risonanza magnetica. I sintomi del sopraggiungere dell’aura, che può durare da 20 minuti a massimo 3 ore, – ha continuato – sono diversi, a volte possono essere simili a quelli dell’ictus: la lingua sembra essere di pezza o colpita da formicolio persistente, le labbra, mento e dita della mano si addormentano, la luce naturale o quella dei vari device diventa insostenibile agli occhi. Da qui fa seguito un’emicrania feroce. Le mie auree purtroppo duravano anche due giorni”.

Poi la terpia: “In questi 20 anni la medicina ha fatto importanti passi avanti e io non ho mai smesso di cercare, di informarmi, di scoprire il più possibile in merito a questa patologia. Nel mio caso gli anticorpi monoclonali sono state la mia cura. Accanto a me, per sette anni, il dottor Emanuela Caggia, neurologo di Ragusa, con la sua incredibile equipe. In seguito il dottor Bruno Colombo, coordinatore dell’area neurologica del Centro cefalee presso l’unità Neurologica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano: vivevo sempre sotto stretto controllo medico per scongiurare un nuovo attacco ischemico”.

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