Una statua d’oro di Donald Trump, alta oltre quattro metri e mezzo e destinata al Trump National Doral in Florida, è pronta ma non verrà installata a breve. L’opera, intitolata Don Colossus, è infatti trattenuta dal suo autore, lo scultore dell’Ohio Alan Cottrill, che accusa i committenti di non aver saldato il conto. La scultura raffigura Trump con il pugno destro alzato, gesto che richiama l’attentato subito a Butler, in Pennsylvania, durante la campagna elettorale del 2024. Realizzata inizialmente in bronzo, l’opera è stata successivamente rivestita, su richiesta dei finanziatori, con una foglia d’oro a 23,75 carati. “I committenti mi devono ancora oltre 90 mila dollari e sanno benissimo che la statua non uscirà dalla fonderia finché non pagano”, ha dichiarato Cottrill ai media americani.
A commissionare l’opera è stato un gruppo di 16 investitori legati al mondo delle criptovalute, che hanno utilizzato l’immagine della statua per promuovere una memecoin chiamata “$PATRIOT”, una valuta digitale di natura puramente speculativa. L’obiettivo era sfruttare l’impatto simbolico e mediatico del monumento per generare attenzione online e sostenere il valore della cripto. Strategia che, secondo i dati citati dalla stampa statunitense, non ha funzionato: dopo il picco raggiunto a gennaio 2025, il valore della memecoin si è deprezzato di circa 26 volte.
Il costo complessivo dell’opera è stimato intorno ai 300 mila dollari. Nonostante l’insolvenza parziale dei finanziatori, al Trump National Doral il progetto sembra andare avanti almeno sul piano simbolico. Il piedistallo in acciaio inox, dal peso di oltre 30 quintali, è già stato installato all’interno del resort. A occuparsene sarebbe stato Mark Burns, religioso della Florida e conoscente di Trump, secondo il quale il presidente potrebbe presenziare all’inaugurazione, “una volta trovata la data”. Fino ad allora, però, Don Colossus resterà nell’officina di Cottrill in Ohio: “Finché il debito non viene saldato, la statua non si muove”, ha ribadito lo scultore. Un blocco che tiene insieme arte, politica e criptovalute, e che trasforma un omaggio dorato al presidente in un contenzioso economico ancora irrisolto.