Un post vero, con una storia, quella di Bianca Balti. L’ha raccontata lei stessa su Instagram, nella giornata mondiale contro il cancro. “Quando ho scelto una mastectomia preventiva dopo la diagnosi di BRCA1, mi sono sentita dire: ‘Perché farlo, se non sei malata?’. Prima del cancro dicevo che qualcosa non andava, ma venivo liquidata come paranoica. Quando mi sono ammalata di cancro, mi hanno chiesto: ‘Perché non ti sei tolta le ovaie, se sapevi di avere la mutazione?'”. Contraddizioni, frasi buttate lì da chi osserva e poco sa. E un percorso che non è affatto lineare: “Durante il cancro, le persone provavano pena per me. Io invece mi sentivo più forte che mai e desideravo solo una cosa: sentirmi normale. Quando la chemioterapia è finita e i capelli sono ricresciuti, tutti hanno pensato che stessi bene. Non era vero. Quella è stata la parte più difficile. Il cancro non è una linea retta. È dubbio, minimizzazione, senso di colpa, forza, paura, adrenalina, lutto, spesso tutto insieme”. Dalle foto che accompagnano la didascalia emerge chiaramente la frattura tra come si appare e come si sta davvero, e Balti conclude: “Se tutto questo ti suona familiare, non sei sola. Il cancro non è una storia sola. È essere messe in dubbio prima, giudicate durante, fraintese dopo. E se qualcuno che ami sta attraversando tutto questo, ascolta di più e cerca di aggiustare meno”.
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