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“Ho paura per mia figlia Verdiana perché mi ricordo quando, 20 anni fa, persi mia madre: un dolore terribile, non voglio che lo provi”: così Enrica Bonaccorti

La conduttrice parla della malattia, dei suoi sogni e del rapporto con la figlia

di Redazione FqMagazine
“Ho paura per mia figlia Verdiana perché mi ricordo quando, 20 anni fa, persi mia madre: un dolore terribile, non voglio che lo provi”: così Enrica Bonaccorti

Enrica Bonaccorti continua le sue terapie per la cura per un tumore al pancreas, diagnosticato nell’estate del 2025. Come ha dichiarato l’autrice e conduttrice a “Verissimo”: “Speravo di stare meglio. Ho ripreso la chemioterapia perché non era cambiato molto. Un giorno stai benissimo e poi due giorni non stai bene”.

“Non penso al futuro e, come ho scritto anche in una poesia, non credo alla morte, tantomeno alla mia. – ha detto Bonaccorti al settimanale Oggi – Piuttosto, coltivo sogni. Uno in particolare: scrivere una nuova canzone e vincere a Sanremo, magari già l’anno prossimo”.

E ancora: “Questo periodo lo voglio vivere bene, tra meno di tre mesi rifarò i controlli e chissà, magari potrò operarmi. A parte queste ‘stupidaggini’ fisiche, sono contentissima: ho mia figlia e mio nipote Teo. Ho recuperato due grandi amici come Renato Zero e Mara Venier”.

“Ho paura per mia figlia Verdiana – ha continuato – perché mi ricordo quando, 20 anni fa, persi mia madre: un dolore terribile, non voglio che lo provi. Era una madre molto ‘intarsiata’ con me, come io lo sono con Verdiana. Anche se ogni tanto ci mandiamo a quel paese”.

Poi ha espresso un desiderio, una telefonata da parte di un suo ex molto importante Charles di Borbone: “Sarebbe giusto che mi chiamasse. Mi colpirebbe molto, mi squasserebbe, ma penso che non sarebbe sbagliato da parte sua farmi una telefonata. Forse non lo sa che sto male, è spesso all’estero”.

Infine un ricordo: “Da giovane mi è successo quel che accade a tante ragazze: rimanere incinta e non poterlo tenere. Se ci ripenso è sempre un dolore. Resto convinta che le donne debbano decidere liberamente, ma se noi vedessimo un documentario che mostri come questo fagiolino poi diventa una persona, sarebbe più difficile scegliere di abortire”.

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