Giada D’Antonio, la prima sciatrice napoletana alle Olimpiadi: a 16 anni è la più giovane del Team Italia. Le critiche: “Potrebbe essere un boomerang”
Non sarà soltanto l’atleta più giovane del Team Italia, ma anche la prima sciatrice alpina napoletana nella storia dei Giochi Olimpici Invernali. A soli 16 anni, Giada D’Antonio farà il suo debutto olimpico proprio nell’edizione di Milano Cortina 2026, al via il 6 febbraio con la cerimonia d’apertura che si terrà allo Stadio San Siro. Non sarà l’esordio assoluto in maglia azzurra per la giovanissima atleta campana, che ha già indossato il tricolore in Coppa del Mondo nelle gare di slalom a Semmering (Austria). Ma le sue recenti prestazioni hanno convinto la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) e il CONI, che hanno deciso di puntare su di lei, chiamandola tra le 11 atlete convocate accanto a leggende come Sofia Goggia e Federica Brignone.
Dalle trasferte di 12 ore al sogno olimpico: chi è Giada D’Antonio, la più giovane atleta del Team Italia
“Ho tanta strada da fare, ma se domani mi dicono ‘vai a fare le Olimpiadi’, non posso mica dire ‘guarda, non sono pronta’”. A dirlo, in un’intervista a Repubblica dello scorso novembre, è proprio Giada D’Antonio. Una sorta di premonizione, quella della giovanissima promessa dello sci alpino partenopeo, che farà il suo debutto olimpico il prossimo 18 febbraio, nella gara di slalom femminile che si terrà a Cortina d’Ampezzo.
Partenopea con radici colombiane da parte di madre, l’atleta classe 2009 cresce in un piccolo paese ai piedi del Vesuvio, San Sebastiano, non proprio un luogo famoso per gli sport invernali. E infatti il sogno di una carriera con gli sci ai piedi prende forma lungo gli Appennini, più precisamente a Roccaraso, in provincia dell’Aquila. Comincia a sciare a poco più di 4 anni, accompagnata da suo padre Fabio, e cresce nel mito di Mikaela Shiffrin, il suo idolo da sempre: “Nel tempo ho provato altri sport, ma non c’è nulla per me di paragonabile a quello che provo quando scio”, aveva raccontato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.
Già da piccola mostra tutto il suo talento nello sci alpino, specialità in cui inizia a competere con addosso la tuta dello Sci Club Vesuvio, la società per la quale ancora oggi gareggia. La sua carriera è segnata dalle difficoltà e dalle lunghissime trasferte da Napoli verso il Nord Italia: “Facevo 12 ore di pulmino per partecipare alle gare. Ho stupito me stessa”, disse alla Gazzetta. È per questo motivo che, dopo aver dominato le categorie giovanili, lo scorso settembre decide di trasferirsi a Predazzo, in Val di Fiemme, insieme a sua madre Sandra.
Due mesi più tardi, a novembre, fa il suo esordio tra le “grandi”, prendendosi meritatamente le luci della ribalta: due gare FIS (la Federazione internazionale di Sci e Snowboard) a Schilthorn, in Svizzera, due slalom e due vittorie sensazionali, ottenute partendo con due pettorali non proprio semplici, l’82 e il 63. Si è conquistata così la sua prima convocazione in Coppa del Mondo, lo scorso dicembre nello slalom di Semmering (Austria), dove però non è riuscita a superare la prima manche. A Špindlerův Mlýn, invece, ha mancato la seconda manche per un solo centesimo, dando così un segnale incoraggiante ai tecnici federali che hanno puntato sulla sua convocazione.
Soprannominata “Black Panther”, in onore dell’omonimo supereroe Marvel interpretato dall’attore (oggi defunto) Chadwick Boseman, la giovanissima sciatrice campana ora può sognare in grande: “Spero che la mia storia possa essere un’ispirazione, che faccia ricredere molti: anche una ragazza cresciuta al Sud ce la può fare. Sono fiera di portare con me la mia città e il mio accento”.
Le critiche per la sua convocazione
Quando si è saputo che la giovane D’Antonio avrebbe preso parte alla spedizione olimpica azzurra sono arrivate le prime reazioni positive, in particolare da coloro che, negli anni, hanno contribuito ad aiutarla nel suo percorso di formazione. “È un’emozione fortissima. L’esordio in Coppa del mondo del 28 dicembre è stato il coronamento di un lavoro lungo anni. Le doti principali di Giada sono l’umiltà e la normalità, valori che hanno sempre guidato il nostro percorso”, ha detto infatti Stefano Romano, presidente dello Sci Club Vesuvio.
La scelta del CONI, però, non è stata accolta in maniera unanime. E in poco tempo si sono levate le prime voci critiche. La più rilevante, probabilmente, è quella di Maria Rosa Quario, ex sciatrice olimpionica e madre di Federica Brignone, che ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1, ha espresso la sua opinione a riguardo: “Non voglio fare polemica, ma non sono d’accordo con questa convocazione”, ha detto.
Quello di Quario, però, non è sembrato un attacco diretto a D’Antonio, che lei ha descritto come una ragazza dal “grande talento, un futuro fantastico, ha dimostrato di essere forte tecnicamente e di testa”, quanto piuttosto una critica alla decisione di convocarla. Una scelta che, a suo dire, sarebbe stata troppo frettolosa e che potrebbe avere conseguenze negative sulla carriera del giovane talento campano: “Non ha le credenziali per essere convocata alle Olimpiadi. Potrebbe rivelarsi un boomerang contro di lei. Magari poi ci stupirà, ma nelle gare che ha fatto confrontandosi con altre ragazze della squadra di Coppa Europa non le ha mai battute. Perché lei e non una ragazza del 2002? Questa scelta sinceramente ma non mi trova d’accordo”, ha concluso.
Il precedente di Lara Colturi
Dietro la convocazione, però, potrebbero nascondersi altri motivi. Oltre all’incredibile talento di cui è dotata la 16enne, infatti, la Federazione potrebbe aver accelerato le procedure anche per tenere alla larga le possibili lusinghe di altre Nazionali, come già successo in passato con un’altra atleta molto promettente.
Nel 2022, a poco meno di 16 anni, la giovane promessa torinese dello Sci alpino, Lara Colturi, sceglie di rappresentare la Nazionale albanese, escludendo di fatto una possibile convocazione in maglia azzurra. Una decisione che l’atleta classe 2006, figlia della campionessa olimpica italiana Daniela Ceccarelli, ha detto di aver preso per motivazioni tecniche, senza secondi fini: “Amiamo l’Italia e non la vediamo come una scorciatoia, o una scelta contro qualcosa o qualcuno, né tantomeno abbiamo motivazioni economiche. È stata piuttosto una scelta in funzione di un’opportunità”, spiegò all’epoca la madre, che proprio per la Federazione albanese ha ricoperto il ruolo di Direttrice Tecnica.
Per il Team Italia, però, è stata una perdita importante, proprio perché Colturi è una potenziale fuoriclasse nello sci alpino. E infatti i numeri parlano per lei: è stata campionessa mondiale juniores nel 2023 e nel suo palmares conta già 7 podi in Coppa del Mondo, a soli 19 anni. Proprio come D’Antonio, la torinese farà il suo debutto olimpico ai Giochi di Milano Cortina 2026, ma sotto la bandiera albanese con cui ha gareggiato durante tutta la stagione.
Quello di Colturi, dunque, sembra essere un precedente pesante. Proprio per evitare il rischio di un secondo caso del genere, la Federazione potrebbe aver accelerato i tempi con D’Antonio, bypassando il passaggio dal circuito di Coppa Europa e optando così per una convocazione immediata. Ciononostante, l’atleta partenopea resta uno dei talenti più promettenti del panorama sciistico italiano. E ora potrà coronare il suo sogno di slalomeggiare sulle Alpi italiane ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.