Si chiama Lara Colturi, non ha ancora compiuto i 16 anni e da tempo è considerata il nuovo fenomeno dello sci (“mondiale”, va aggiunto, anche se il termine può risultare enfatico). Una che stando ad addetti del settore e allenatori – benché abbia ancora tutto da dimostrare – potrebbe essere in grado di ricalcare le orme di colleghe, maturate presto, e diventate leggende: la croata Janica Kostelić e la statunitense Mikaela Shiffrin; due atlete polivalenti, capaci di vincere in tutte le discipline (dallo slalom speciale alla discesa libera), che hanno esordito in Coppa del mondo non ancora sedicenni: il 23 gennaio del ’98, la prima, a Cortina, e l’11 marzo 2011, a Špindlerův Mlýn, la seconda. E tanto per restare in tema: Colturi esordirà nel gigante di Sölden, sabato 22. E segnerà un primato: a 15 anni, 11 mesi e 9 nove giorni (è nata il 15 novembre 2006) sarà la più giovane della storia moderna ad aprire il cancelletto della massima competizione (per trovare qualcosa di meglio bisogna tornare agli anni Settanta, con Regine Mösenlechner).

IL RUOLO DEI GENITORI – Colturi è figlia di Alessandro, istruttore nazionale, e della campionessa olimpica Daniela Ceccarelli, pure lei istruttrice e voce tecnica della Rai. Colturi è da sempre allenata dai genitori, che a Bardonecchia hanno fondato uno sci club, e a livello giovanile ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Quest’estate si è affacciata sul palcoscenico “delle grandi” (le gare Fis), con una lunga trasferta tra Cile e Argentina, dove si è confrontata, per la prima volta, con chi corre già nel circuito maggiore. Gli occhi, dunque, sono puntati su di lei da tempo. Eppure questa primavera il mondo dello sci è stato scosso dalla decisione – presa coi genitori – di vestire i colori dell’Albania. La scelta, come capita spesso, ha diviso appassionati e professionisti della neve; e purtroppo da più parti sono arrivati attacchi ed episodio di cyberbullismo, la cui gravità è tanto maggiore se si pensa all’età della ragazza.

PERCHÉ L’ALBANIA – “Come ha reagito Lara? Da mamma ero molto preoccupata – racconta Ceccarelli a ilFattoQuotidiano.it – ma poi mi ha confortato vedere che lei fosse serena. Le ho chiesto se non le desse fastidio e lei mi ha risposto che per lei non è cambiato nulla. Insomma, la sua vita non si svolge sui social”. Ceccarelli, tra Bardonecchia e Sestriere, seguiva alcuni giovani atleti albanesi, trasferitisi in Piemonte. In un secondo momento è diventata direttrice tecnica della Nazionale di Tirana. Da lì la strada per la figlia. “Abbiamo preso la decisione insieme – continua Ceccarelli – ed è una situazione che soddisfa appieno i nostri bisogni. Ci siamo sentiti come in famiglia. Loro hanno tanto entusiasmo, forse perché si tratta di una realtà nuova, non hanno schemi e questo a noi piace”.

Poi, naturalmente, c’è l’aspetto tecnico: papà e mamma possono continuare a seguire la figlia. E ad allenarla: “È la motivazione principale, noi siamo i suoi riferimenti in pista. Ma c’è un’altra considerazione da fare. Lara è molto giovane e non ci sentivamo di delegare la sua preparazione ad altri. Non ce la sentivamo di dire ‘da ora in avanti ce ne laviamo le mani’. Ora siamo in giro (al momento dell’intervista a Saas-Fee, in ritiro, ndr) e io curo la sua alimentazione, mentre Alessandro la aiuta a studiare”. C’è poi la gestione delle gare. “Non significa bruciare le tappe, ma poter cogliere le opportunità – spiega Ceccarelli – atleti e atlete di alcune Federazioni come Austria e Svezia, durante il primo anno Fis, non hanno limitazioni alle gare, come non ne abbiamo noi”. Tradotto in altri termini: Colturi – a differenza delle coetanee e dei coetanei azzurri – ha potuto gareggiare in Sud America e migliorare il proprio punteggio Fis (che permette, detto in poche parole, di avere pettorali migliori al cancelletto di partenza).

CHI È LARA – Bruciare le tappe, si diceva. C’è chi sostiene che la giovane promessa dello sci alpino si alleni troppo, persino più delle campionesse di oggi. “Sui ghiacciai trovavamo le sue coetanee italiane e straniere, che ci davano dentro da matti – risponde Ceccarelli – e comunque Lara fa quello che le va di fare. Al momento si diverte ed è molto motivata. Per esempio è stata lei a proporci di esordire in Coppa del mondo a Sölden”. Una pista difficilissima, con un muro da mettere i brividi e con la difficoltà aggiuntiva dell’altitudine. “Non farà nulla di diverso da quello che ha fatto finora, cioè aprire il cancelletto e scendere tra i pali. In più, prendiamo tutto con leggerezza. Quello che viene viene, e andrà sempre bene”. La gestione della pressione per Colturi non sembra un problema: da quando ha 11-12 anni si dedica alla mindfulness (pratica seguita da moltissimi sportivi). “In Colorado, il giorno prima dell’esordio – rivela Ceccarelli – ha avvertito la tensione e mi ha detto: ‘Mamma, oggi niente pali, andiamo a divertirci’. Abbiamo preso la go-pro e abbiamo sciato insieme, tutto il giorno, su e giù lungo il comprensorio”.

Colturi frequenta lo Ski College Frejus di Bardonecchia. Se non può andare in classe, finiti gli allenamenti ascolta le lezioni registrate. Ama la natura e la fotografia. “In Sud America ha portato con sé la sua macchina fotografica e il viaggio, per questo, è stato interminabile – racconta Ceccarelli, ridendo – ci chiedeva molto spesso di fermarci a fotografare gli animali. Porta con sé anche la pianola. Le piace suonare. Poi purtroppo (Ceccarelli ride di nuovo, ndr) le piace Ultimo. E io per prenderla in giro le dico: ‘Come fai ad andare forte in gara se prima di partire ascolti Ultimo?'”. In futuro ci sarà spazio per il tricolore? “Al momento questa è la nostra situazione ideale. Poi, ovviamente, ci sentiamo italiane, abbiamo il passaporto italiano ed è un passaggio che non escludiamo. Ma ora non ci pensiamo. Il futuro, comunque, è di Lara. Potrà rielaborare le decisioni prese quando aveva 15 anni. Magari avrà un altro pensiero e farà la sua scelta”.

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