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Emanuela Orlandi, ecco in esclusiva il documento inedito che don Celano ha consegnato in diretta a Eleonora Daniele: “Sotto la Casa del Jazz una rete di tunnel”

Don Celano rivela dettagli sui sotterranei della Casa del Jazz che potrebbero essere collegati alla scomparsa di Emanuela Orlandi

di Alessandra De Vita
Emanuela Orlandi, ecco in esclusiva il documento inedito che don Celano ha consegnato in diretta a Eleonora Daniele: “Sotto la Casa del Jazz una rete di tunnel”

“Chiunque abbia informazioni sulla Casa del Jazz mi contatti, o parli con Pietro Orlandi: riporteremo tutto alla Procura di Roma”: a lanciare l’appello accorato è l’avvocata Laura Sgrò, la legale che affianca la famiglia Orlandi nella ricerca della verità sulla cittadina vaticana Emanuela Orlandi, scomparsa il 22 giugno del 1983. Noi di FqMagazine abbiamo avuto modo di visionare in esclusiva il documento che è stato consegnato da un sacerdote a Eleonora Daniele, conduttrice del programma Rai “Storie italiane”. A mettere nero su bianco quanto sa sugli scavi nei sotterranei della Casa del Jazz è stato don Domenico Celano. Il sacerdote appartiene alla congregazione religiosa degli Oblati, la stessa che ha gestito la compravendita di Villa Osio, anni fa, al cassiere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti.

L’immobile era di proprietà del vicariato di Roma. Nicoletti, una volta acquisita la villa, ha tombato i sotterranei che, secondo l’ex giudice Guglielmo Muntoni potrebbero costudire molti torbidi segreti. Quel tunnel era come una cassaforte per i criminali romani. Secondo Muntoni potrebbe nascondere i resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel ’94. E a Pietro Orlandi è stato detto da una fonte che potrebbe nascondere anche quelli di sua sorella Emanuela. La villa fu confiscata a Nicoletti nel 1996. Dopo una lunga pausa a causa del rischio di cedimenti strutturali, il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha assicurato che a breve gli scavi potranno procedere in tutta sicurezza. A indicare il punto di accesso al tunnel è stato proprio don Domenico che, conoscendo benissimo Villa Osio, ha prodotto diverse piantine, un plastico e questo documento di cui riportiamo solo alcuni punti essenziali, in attesa che la Procura possa analizzarlo.

Il documento di don Celano si rifà ai suoi ricordi della villa risalenti al 1983, anno della cessione a Nicoletti. A quanto pare il tunnel che è al di sotto della classica cantina di caccia della villa darebbe accesso ad altri tunnel. Tale ricostruzione è perfettamente sovrapponibile alla mappatura fatta dagli speleologi. Don Domenico nel ’97 fu chiamato dalle autorità, dopo il sequestro della villa, per una ricognizione. A condurre l’operazione erano uomini del Sismi. Il tunnel, disse già all’epoca il sacerdote, era situato sotto l’attuale sala di registrazione della casa del jazz. A collegare la villa ai sotterranei sarebbe una scala interrata di circa 15 metri, che pare sia stata murata, ostruita (con 64 metri cubi di materiali) e cementata, in base a quanto è scritto in questo documento almeno. Don Celano chiude la sua accurata disamina tecnica con una riflessione profonda: nonostante gli abbiano detto di non intromettersi, di non esporsi, ha deciso comunque di farsi avanti e raccontare tutto.

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