“Ho un annuncio importante da fare. È una cosa che avevo chiesto vent’anni fa. Ci hanno messo vent’anni ad ascoltarmi e ad accontentarmi”, ha detto Gerry Scotti a “La Ruota della Fortuna“. Per poi comunicare l’importante novità: “Dal primo febbraio, i premi nei giochi televisivi La ruota della fortuna e più tardi anche a Chi vuol essere milionario, non verranno più dati in gettoni d’oro ma saranno liquidati in soldi reali con la ritenuta d’acconto”.
Il primo concorrente ad aggiudicarsi il montepremi con le nuove regole è stato Paolo, uno studente di ingegneria che ha portato a casa 20 mila euro: “Il primo a prendere questi soldi in soldi reali e non in gettoni d’oro”, ha ribadito Scotti. I quiz, attendendosi a una legge risalente al 1938 che stabiliva il divieto di regalare soldi in contanti nei giochi televisivi, hanno sempre pagato i premi in gettoni d’oro.
Una sentenza del Tar ha abolito l’obbligo delle vincite in gettoni d’oro dal 1° gennaio 2019, pur non escludendo questa misura a descrizione delle trasmissioni, ma ritenendo indispensabili l’imparzialità dei criteri di partecipazione, comunicati in modo chiaro e con il giusto anticipo. Si tratta di una novità non di poco conto per i concorrenti. Come spiega il sito QuiFinanza, la vincita in gettoni d’oro comporta una serie di passaggi e problemi burocratici.
Ad oggi un gettone d’oro vale circa 1.300 euro, in caso di vincite importanti il concorrente ne riceverebbe moltissimi. Consegnati con un furgone portavalori blindato, con il vincitore che deve custodire e cambiare in denaro. Questo passaggio, da gettoni d’oro a euro, prevede una successiva tassa del 20% sui premi da gioco con un calo ulteriore della cifra conquistata. Con le modifiche annunciate da Scotti, i concorrenti ricevono sul proprio conto corrente un bonifico con ritenuta d’acconto, dunque, con la cifra vinta già tassata.
Nelle scorse settimane avevamo segnalato il caso di Vittoria Licari, la concorrente che aveva vinto un milione di euro al quiz condotto da Gerry Scotti. Con la ritenuta fiscale alla fonte del 20%, come imposta sostitutiva, aveva ottenuto 800 mila euro ma con il passaggio ai gettoni d’oro, con l’Iva al 22% sull’acquisto dell’oro e la successiva conversione in denari, immaginando un altro 5%, la cifra reale si era avvicinata a 592.000 euro. Una cifra quasi dimezzata rispetto al milione di euro iniziale.