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Cos’è l’ibernismo, la tecnica praticata dall'”‘uomo sottozero” Zeno Stizzoli: “C’è chi mi crede matto, chi mi fa i complimenti, chi chiede perché lo faccio”

33 anni, originario di Verona, sfida il freddo estremo camminando a torso nudo e immergendosi nei laghi ghiacciati

di Redazione FqMagazine
Cos’è l’ibernismo, la tecnica praticata dall'”‘uomo sottozero” Zeno Stizzoli: “C’è chi mi crede matto, chi mi fa i complimenti, chi chiede perché lo faccio”

A torso nudo per i sentieri di montagna in pieno inverno. Lo chiamano “l’uomo sottozero”, ma all’anagrafe fa Zeno Stizzoli, 33 anni da Verona e spesso le sue passeggiate senza vestiti le fa anche con 10 o 15 gradi. Potenza dello storytelling contemporaneo, soprattutto quello legato agli incontri estremi tra uomo e natura, e Stizzoli è diventato una sorta di yeti pazzerello.

Intanto, come racconta al Corriere del Veneto lo stesso Stizzoli “il soprannome è stata un’invenzione degli altri, l’hanno dedotto dalle esperienze che intraprendo al freddo, anche sotto lo zero, senza indumenti. Non è una goliardata. È una disciplina. C’è chi mi crede matto, chi mi fa i complimenti, chi chiede perché lo faccio”. Insomma, le passeggiate a torso nudo avvengono probabilmente in condizioni meno estreme, come alcuni tragitti compiuti di recente elencati dallo stesso escursionista veronese come la via Francigena nel pezzo toscano con le temperature oscillavano tra i dieci e i dodici gradi: “Per me non era così freddo, ma per chi mi vedeva era qualcosa di insolito. Molti avevano i brividi solo a guardarmi”. Un tantino più radicali sono state le immersioni nei laghi gelidi: Nambino vicino a Madonna di Campiglio, in Trentino o nel marzo 2025 nel lago di Resia, quello con il campanile sommerso. Infine un tragitto non proprio da Polo Nord in Lessinia, nel veronese, due ore a piedi nudi sulla neve sul monte Carega.

Qui sbuca la variante: via le scarpe. Stizzoli pratica letteralmente l’ibernismo, una sorta di sfida consapevole, modello scandinavo, con le temperature che generalmente il corpo umano non tollera per più di qualche minuto. “Quando sei coperto non senti nulla. Quando sei esposto, invece, il corpo reagisce davvero. È in quel momento che impari ad ascoltarlo”, spiega il ragazzo veronese. Per chi vuole tentare la sorte e sfidare la broncopolmonite o anche solo un gelone Zeno spesso viaggia in compagnia di ibernisti.

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