Jas Gawronski, giornalista, scrittore e politico italiano di origini polacche, festeggerà 90 anni il prossimo 7 febbraio. È figlio del diplomatico polacco Jan Gawronski e di Luciana Frassati, sorella del beato Pier Giorgio Frassati. È stato portavoce del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel 1994 ed è stato l’unico giornalista a cui Papa Giovanni Paolo II ha concesso un’intervista formale.
“A novant’anni continuo a mangiare 50 grammi di burro al giorno, – ha detto Gawronski a Il Corriere della Sera – perché da piccolo avevo visto le donne di casa che versavano il latte in un contenitore di legno, lo rimescolavano con un cucchiaio, e dopo due ore veniva fuori il burro. Rimasi impressionato da quel prodigio, da quella bontà. E poi ricordo mio padre che parlava latino e greco come io parlo inglese. Era molto colto e un po’ esibizionista. Aveva sempre un barattolo di miele assalito dalle formiche, e lui senza scomporsi prendeva questo impasto di miele e formiche, un po’ giallo e un po’ nero, lo spalmava sul pane e se lo mangiava, anche per impressionare la famiglia, in particolare noi bambini”.
Sull’incontro con Papa Giovanni Paolo II: “Mi ha invitato a pranzo o a cena almeno una dozzina di volte. All’inizio parlava male italiano, e preferiva parlare polacco. Gli interessava capire Roma, la politica. Era affascinato da Andreotti, faceva molte domande su di lui. Ma la ragione principale per cui mi invitava è perché ero il nipote di Piergiorgio Frassati, cui Wojtyla era devotissimo. Erano conversazioni estremamente interessanti. Così un giorno osai. Gli chiesi: la prossima volta posso portare registratore e microfono? Disse sì. Ne venne fuori la prima e unica intervista di Giovanni Paolo II. La prima intervista concessa da un Papa”.
Inevitabile il ricordo di Berlusconi: “All’inizio era quasi commovente. Non aveva esperienza, pensava davvero di cambiare l’Italia. Era entusiasta, sentiva che c’era lo spazio per fare cose importanti. E diceva quello che pensava. Poi mano a mano si disilluse, capì che non sarebbe riuscito a realizzare i suoi progetti. Ma resta tra i pochi politici sinceri che ho conosciuto, o comunque tra i meno falsi; e in politica falsità ce n’è parecchia”.
Il giornalista ha infine ricordato i primi turbamenti erotici: “Mi dava ripetizione la moglie di un impiegato comunale di Pollone, che aveva una caratteristica: due tette enormi, che le arrivavano alla vita. Quando ci sedevamo a un tavolino per le interrogazioni, prendeva le tette con le due mani e le appoggiava sul tavolo. Avevo Sette o otto anni. Mi trovavo di fronte il suo volto, con cui dovevo interloquire, ma ero molto attratto da queste cose gigantesche… Fu il mio primo turbamento sessuale”.