Dopo 25 anni i C.S.I. – Consorzio Suonatori Indipendenti – tornano insieme. “In Viaggio”, titolo di uno dei brani più famosi della band, è il percorso live che riporta sul palco una delle esperienze artistiche più radicali e influenti della musica italiana. Un ritorno che riunisce Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali. Il tour partirà simbolicamente proprio da Marzabotto (luogo fondativo del loro immaginario), per poi attraversare l’Italia tra agosto e settembre, in 6 date.
Per Giovanni Lindo Ferretti, l’idea che i C.S.I. fossero definitivamente conclusi era più che radicata: “Essenziali sono le cose che accadono” dice. L’esperienza recente sul palco con i CCCP, si è trasformata in domanda e poi in desiderio. “Immaginare un ritorno dei C.S.I era un abominio. Dopo il concerto dei CCCP a Taormina ho pensato che fosse finita – spiega Ferretti -. Finita molto bene, certo, ma poi mi sono detto: adesso posso pormi il problema C.S.I. Sono tornato a casa e ho scritto ai miei compari: lasciatemi stare ad agosto ma da settembre se siete interessati anche solo per vederci, io ci sono”.
Tra loro, ammette, “c’è affetto ma siamo molto indipendenti gli uni dagli altri e avevamo qualche remora”. Poi si sono incontrati a pranzo “ed è stato molto piacevole, ci legava un profondo senso di riconoscenza e abbiamo pensato di poter rimanere vivi e salire sul palco perché c’è un pubblico che aspetta di rivedere i C.S.I. Ne abbiamo parlato e ci è sembrata una opzione ragionevole”.
Il primo ostacolo è stata la scaletta. Poi le cose hanno cominciato ad accadere, una dopo l’altra. “Per me bisognava iniziare con ‘A tratti’. Lo dico ai miei compagni. Passano pochi giorni e arriva Maroccolo. Dice che Valerio Mastranderea ha una casa di produzione indipendente (Damocle, fondata assieme a Francesco Tatò, ndr) e bisogna che realizziamo un film di questa storia. Perché no? Dobbiamo fare sul palco quello che i fan vorrebbero sentire da noi”. Poco dopo arriva la telefonata di Zamboni: “C’è una richiesta per un concerto a Ulan Bator”. La Mongolia non è un nome a caso ma il luogo da cui nacque il loro terzo album in studio, ‘Tabula Rasa Elettrificata’, punto di fuga di un’intera traiettoria artistica, che ora è il loro traguardo.
C.S.I. punto di riferimento esistenziale oltre che musicale è Ferretti non lo nega: ”È un dato di fatto. Ci ritroveremo e ci guarderemo. Sono passati trent’anni. Siamo cresciuti e invecchiati. ‘In viaggio’ è questa cosa qua: sai quando parti ma non hai idea di quello che incontrerai lungo la strada. Siamo abbastanza vecchi per non farci entusiasmare troppo dalla meraviglia o farci abbattere dalla miseria”.
Ginevra Di Marco parla di uno spazio che si crea ogni volta che i C.S.I. suonano: “Un universo bellissimo” e sottolinea la scelta di biglietti a prezzi accessibili, mai oltre i 48 euro. “Un segno di vicinanza al nostro pubblico”. E se Massimo Zamboni scherza definendo il ritorno sul palco “un incubo”, Giorgio Canali, che per anni ha cercato di prendere le distanze, chiude il cerchio a modo suo: dopo polemiche e strumentalizzazioni la sua risposta è stata una: “E allora vaffanculo: C.S.I.”.
Il tour 2026, così come il film, si chiamerà ‘In viaggio’: “E sarà anche la prima canzone che ascolterete in scaletta, se non cambiamo idea. I C.S.I. ci sono, se non muoiono loro o il mondo, alla fine dell’estate faranno sei concerti”.