“Mi sento una vittima, ma non ho mai pensato di ammazzarmi per questo. La mia vita sentimentale? Non ho mai avuto storie lunghe” - 5/5
Nel corso del faccia a faccia nello studio di Quarto Grado, Sempio si apre anche a domande più personali, come quelle relative alla sua vita sentimentale: “Non sono mai stato il più sveglio in quel campo, non ho avuto storie lunghe, quello è vero, ho avuto le mie frequentazioni. Perché fallivano? Non è che fallivano, per me è molto difficile che nasca quella cosa che mi fa desiderare una relazione stabile”, ammette il 37enne.
Ora, però, Sempio si prepara ad affrontare l’esito delle indagini preliminari, che potrebbero portarlo eventualmente ad un rinvio a giudizio: “Se succederà, lo affronteremo. Non posso dire di essere tranquillo, ovviamente, sarebbe da pazzi. Affronteremo quello che verrà”, spiega rispondendo alla domanda di Nuzzi. “Non ho pensato di togliermi la vita per questa vicenda, non c’è stato un momento in cui ho pensato di togliermi la vita. Da quando è partita l’inchiesta nel 2016 che mi riguardava, non ho mai pensato di ammazzarmi per questo”, aggiunge ancora. Anche se il 37enne ammette di aver avuto, in passato, diversi episodi di autolesionismo: “Ero più piccolo però, era il discorso classico di rabbia, disagio e bullismo che affronti a 13-14 anni”. Episodi che non riguardavano direttamente il caso Garlasco, dunque, e che con gli anni non si sarebbero ripresentati. Nemmeno quando sono ricominciate, nel 2024, le indagini a suo
carico da parte della Procura di Pavia: “Mi sento una vittima? Sì, non credo ci sia un accanimento per cattiveria e so che gli inquirenti stanno solo facendo il loro lavoro, ma da un certo punto di vista sì”, conclude Andrea Sempio.