Chiara Ferragni, in una intervista a MF -Milano Finanza, ha raccontato cosa è accaduto il proscioglimento nel processo Pandorogate che l’ha vista sul banco degli imputati. “Sono sollevata. Diciamo che sono stati due anni complessi sotto tanti punti di vista – ha detto – ed è bello adesso sentire che non ho più i limiti, anche nell’esprimermi, che ho avuto in questo tempo: questa è stata la cosa più bella”. E non esclude di scrivere un libro sull’esperienza.
Che cosa di buono o di cattivo ha imparato da questa storia? “Di buono ho imparato a dare più valore a me stessa come persona, meno come personaggio… Di negativo che naturalmente nel momento del bisogno ti accorgi, buono e negativo allo stesso tempo, di tutte le persone che sono state attorno a te per convenienza rispetto a quelle che ci sono veramente perché tengono al rapporto con te”.
E ancora, confessa: “Penso che questi due anni mi abbiano fatto crescere come dieci anni ‘normalI’, quindi mi sento molto più matura e magari anche un pò più disillusa rispetto al passato, sotto tanti punti di vista”. Ferragni, ricordando di aver sempre avuto, comunque – durante la vicenda giudiziaria – “tanto supporto dalle persone”, alla domanda su cosa ha sbagliato e cosa non rifarebbe, risponde: “Sicuramente mi sarei dovuta circondare di persone con più esperienza”.
Infine ammette: “Abbiamo sbagliato a gestire una media azienda, perché questo ero diventata, come una startup”. Ora si torna alla vita reale? “Sì con gioia, mi sento più libera, questa è la base di qualsiasi progetto futuro. Adesso pian piano si torna, in modo diverso, e la comunicazione sarà comunque diversa”. La parola chiave? “Coerenza. Voglio fare tutte le cose che siano molto più coerenti con me”.
La consapevolezza di oggi è che “i social sono molto democratici. Quindi se hai qualcosa da dire di interessante puoi trovare la tua community”.