Il Museo più antico di Genova è chiuso dall’8 aprile 2025, e potrebbe riaprire i battenti dopo il 2030. Insieme alla biblioteca specializzata che contiene circa 95mila opere tra monografie e miscellanee. “Chiuso temporaneamente per attività di manutenzione della struttura e tutela delle collezioni”, spiega l’avviso che compare nella home del portale del Museo di Storia Naturale Giacomo Doria. “Nato nel 1867 (…) possiede ricchissime collezioni scientifiche formate da 4 milioni e mezzo di reperti ed esemplari provenienti da ogni parte del mondo (…) Quelli esposti sono 6.000, distribuiti in 23 sale, su due piani”. Mammiferi e uccelli, rettili e anfibi, pesci e insetti, invertebrati e botanica, fossili e minerali. Reperti esposti e spiegati, per essere fruiti. Ma la nuova giunta di Silvia Salis vuole cambiare il volto del museo, non solo ristrutturarlo. Dunque i tempi di chiusura si allungano fino a data de destinarsi.
Il museo e i lavori in corso
“Il ricco percorso di visita è a tutti gli effetti un viaggio nella biodiversità del pianeta ed è particolarmente attrattivo per bambini, ragazzi, famiglie e per tutti gli amanti della natura”, si legge sul portale del Museo. Ed infatti nel 2024 ha registrato 65.657 ingressi, l’anno precedente 44.316 ingressi, nel 2022 66.887 e nel 2019, l’anno pre-Covid, addirittura 71.073. Anche per questo la prolungata chiusura del “museo degli animali morti”, come lo chiamano i bambini”, allarma. Anche se le attività scientifiche e di conservazione proseguono. Mentre il progetto “Fuori Museo”, permette di portare nelle scuole e in altri spazi civici della città i reperti e le attività didattiche.
“Il Museo è stato chiuso perché necessita di importanti lavori di ristrutturazione”, faceva sapere il tavolo della Cultura del Comune, quasi al termine dei sei mesi nei quali a svolgere le funzioni di sindaco c’era Pietro Piciocchi, già vicesindaco della giunta guidata da Marco Bucci: “C’è bisogno di mettere mano alla situazione anche per questioni di sicurezza, a cominciare dallo scalone principale”. Per questo motivo il Comune nel Programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027 inserisce un milione di euro “Per completamento dei lavori di adeguamento antincendio finalizzati alla Scia”. La somma si aggiunge a 1.340.000 euro “Per impermeabilizzazione copertura”. Non è tutto. Nel Programma triennale lavori pubblici 2026-2028 previsti 1,3 milioni per “Interventi di messa a norma impianti meccanici”.
L’assessore: “Ristrutturare non basta, per il nostro progetto servono almeno 4 anni”
Lavori che la nuova giunta comunale guidata Silvia Salis, ritiene per certi versi inadeguati. Meglio, insufficienti: la chiusura, necessaria, può trasformarsi in un’occasione per agire radicalmente sulla struttura. Lo lascia intendere, in una recente intervista televisiva, l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari: “Qui si può intervenire con un lavoretto, fatto per sistemare alla bene e meglio. Investendo quasi 4 milioni di euro in una sistemazione sostanzialmente impiantistica che quindi nulla ha che fare con le conservazioni delle collezioni, né con la fruizione delle collezioni”. “Oppure – prosegue Montanari – ed è la strada che vorremmo seguire, avere un progetto ambizioso. Cioè ridare alla città un museo di livello internazionale, così come era il Museo Doria alla fine dell’Ottocento quando nacque”.
Per realizzare questo auspicio “serve un po’ più di tempo. L’orizzonte temporale non lo conosciamo nel dettaglio. Però per un progetto di questo livello credo che almeno 4 anni siano necessari, tra la progettazione e l’esecuzione”, spiega a ilfattoquotidiano.it l’assessore Montanari. Che aggiunge: “L’idea è quella di impegnare l’anno in corso per provvedere alla progettualità, con una parte delle cifre disponibili. Sperando magari di poter procedere ad una riapertura per blocchi. Nel mentre serve reperire ulteriori risorse”.
L’Associazione: “Chiusura lunga? Non ce lo aspettavamo, erano previste diverse mostre”
I prolungati tempi di chiusura, oltre a provocare critiche nelle opposizioni politiche in consiglio, sembrano costituire il motivo di maggior preoccupazione di molti. “Ci aspettavamo dei lavori, ma non una chiusura così lunga, specialmente perché erano previste diverse mostre tra cui quella di Marie Curie”, spiega Carla Olivari, presidente dell’associazione Amici del Museo Doria. Coniugare le legittime esigenze dei visitatori con la volontà degli amministratori di restituire alla Città un Luogo, non solo più sicuro, ma anche più attrattivo. La sfida è anche questa.