Crime

Emanuela Orlandi, perché gli scavi alla Casa del Jazz si sono interrotti? Eleonora Daniele mostra in diretta una lettera inedita

Ieri mattina la Daniele ha mostrato in diretta un documento inedito, consegnato all’avvocato di Pietro Orlandi, Laura Sgrò, mentre era ospite del programma in studio

di Alessandra De Vita
Emanuela Orlandi, perché gli scavi alla Casa del Jazz si sono interrotti? Eleonora Daniele mostra in diretta una lettera inedita

Se n’è parlato tanto, poi il silenzio: perché gli scavi alla Casa del Jazz di Roma si sono interrotti?

Il documento inedito

Non ha mai smesso di occuparsi della vicenda la giornalista Eleonora Daniele, conduttrice del programma Rai “Storie Italiane”. Ieri mattina la Daniele ha mostrato in diretta un documento inedito, consegnato all’avvocato di Pietro Orlandi, Laura Sgrò, mentre era ospite del programma in studio. Ma prima, ripercorriamo in breve l’intera vicenda e come si è arrivati a questo momento. Nel corso del programma sono stati mostrati i calcoli e le valutazioni svolte da un sacerdote Don Domenico Celano, che sin dall’inizio ha suggerito di concentrarsi sul tunnel della scala della Casa del Jazz.

Villa Osio

Qual è la storia della Casa del Jazz e perché è stata tirata in ballo in queste oscure vicende? Prima di venire confiscato e diventare un noto polo culturale romano, Villa Osio era di proprietà di una congregazione religiosa collegata al Vicariato di Roma, i cosiddetti Oblati. Tale congregazione ha poi venduto la villa a Enrico Nicoletti, il cassiere del gruppo criminale della Banda della Magliana. La compravendita fu regolata dal cardinale Ugo Poletti, personaggio chiave nella storia della scomparsa di Emanuela Orlandi. Il fratello della cittadina vaticana Pietro Orlandi nei mesi scorsi ha dichiarato che un uomo gli disse che i resti di sua sorella avrebbero potuto trovarsi proprio bei sotterranei della Casa del Jazz.

Gli scavi

Gli scavi alla Casa del Jazz sono partiti pochi mesi fa da una richiesta di verifica partita dall’ex giudice Guglielmo Muntoni che è riuscito a recuperare dei fondi per procedere. Si tratta quindi di un’iniziativa privata. Secondo Muntoni, quel tunnel tombato potrebbe custodire le tracce di molti segreti. Nel corso dei primi lavori è stata trovata la scala di accesso alla zona tombata ma essendo questa colma di detriti, non è possibile analizzare ciò che si trova alle sue spalle. Quei detriti avrebbero reso impossibili scavi approfonditi senza rischi strutturali e pericolosi cedimenti.

Il giudice desaparecido

In quella galleria interrata potrebbero, ma è soltanto un’ipotesi, esserci i resti del giudice desaparecido Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994. Adinolfi era da poco diventato giudice della Corte d’appello, ma la sua carriera si era costruita in gran parte nella sezione Fallimentare del tribunale di Roma. Il 2 luglio 1994 il magistrato lasciò la sua abitazione di via della Farnesina. Da quel momento, di lui non si è saputo più nulla. La sua automobile venne trovata poco dopo nel quartiere del Villaggio Olimpico. Col tempo si sono moltiplicate le ipotesi. Tra le piste seguite, anche un possibile legame con i fallimenti Fiscom e Ambra Assicurazioni, due procedimenti complessi che Adinolfi aveva seguito da giudice fallimentare. Il primo portò alla condanna, di Nicoletti.

La lettera inedita

Un contributo importante è stato dato in questi mesi alla ditta che sta provvedendo a condurre i lavori da Don Domenico Celano. Il sacerdote ha prodotto delle piantine e persino un plastico manufatto della villa romana. Ieri è stata mostrata seconda lettera inedita di Don Domenico, accompagnata da un’ulteriore piantina. La Daniele ha poi consegnato in diretta un documento alla sua ospite Laura Sgrò. Si tratta di “quella che per Don Domenico è la chiusura della disamina e dell’analisi che lui avrebbe fatto, poiché questa lettera lui non l’ha dato a nessun altro se non al giudice Guglielmo Muntoni, o meglio: l’ha data ad un’altra persona che diciamo vicina a Muntoni, e che collaborava qui agli scavi nei primi giorni”, ha spiegato. La conduttrice ha poi ricordato: “Non ci dobbiamo dimenticare che Don Domenico in tutta questa faccenda, già al tempo, quando disegnò nella prima piantina della casina di Villa “Arturo Osio”, pose attenzione alla volta adiacente alle scale, adiacenti al muro dove poi ci sono i campi da tennis”. Un passaggio rafforzato dalla nuova lettera, in cui si sottolineano i rischi legati agli scavi e i costi elevati dell’operazione. Ma c’è anche un altro documento del 1997 recuperato dall’inviato di “Storie Italiane” Gianluca Semprini, nel quale si legge che una parte degli scavi è stata sostanzialmente evitata per anni: “Perché scrivere una cosa del genere quando lì, e lo spiega bene Don Domenico in questa lettera che vi stiamo facendo vedere, ci sarebbero metri cubi di detriti? Chi gli ha messi quei detriti? Perché? Che cosa c’è lì sotto? Perché non si va ancora a scavare?“, ha incalzato la conduttrice.

La consegna all’avvocata Sgrò

Rivolgendosi all’avvocata Sgrò, rappresentante legale di Pietro Orlandi, Eleonora Daniele ha chiesto: “Ora, avete presentato un’istanza (in Procura, ndr)proprio su cosa si sta facendo alla Casa del Jazz. Le posso chiedere esattamente come vi siete mossi?”. La risposta della Sgrò: “Noi abbiamo raccolto tutto quello che abbiamo avuto nella disponibilità, quindi anche le dichiarazioni di Don Domenico che sono state molto importanti, partendo anche dalla scomparsa del dottor Adinolfi, spiegando tutte le informazioni in nostro possesso al pubblico ministero”. E riferendosi al documento ricevuto dalla giornalista: “Sarà mia cura trasferirlo alla procura di Roma, lo faccio volentieri. Perché a mio avviso l’unico destinatario che ha anche mezzi economici per poter fare un’operazione del genere è solo la procura”.

Precedente
Precedente
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione