Tra i due litiganti, il terzo e il quarto godono. Se dall’Europa gli occhi sulle nomination agli Oscar 2026 erano puntati su Marty Supreme e Una battaglia dopo l’altra, a stracciare ogni record ci ha pensato Sinners di Ryan Coogler. Sono sedici le nomination per il film all black zeppo di vampiri e di musica del diavolo che in Italia non è stato molto calcolato in sala a maggio scorso. Record assoluto nella storia degli Oscar, in quanto Sinners è presente in nomination in tutte le categorie a parte quella per la miglior attrice.
I film
Il quarto titolo che gode è invece Sentimental Value, film norvegese di Joachim Trier che si afferma in ben nove categorie: miglior film in assoluto e internazionale; miglior regia per Joachim Trier; miglior attrice per Renate Reinsve; attore non protagonista per Stellan Skarsgard; attrici non protagoniste Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas; sceneggiatura originale e montaggio.
Poi chiaro, tra Una battaglia dopo l’altra (13 nomination) e Marty Supreme (9) ci si giocherà gli Oscar pesanti, a partire dalla casella del miglior attore dove Leonardo DiCaprio se la vedrà con Timothée Chalamet, ma anche con il lanciatissimo Michael B. Jordan protagonista di Sinners, Ethan Hawke per Blue Moon e il brasiliano Wagner Moura per Secret Agent.
Gli attori e i registi
Chalamet parte favorito con il suo infingardo campioncino di ping pong anni cinquanta, dopo aver sfiorato l’Oscar l’anno scorso con un ispirato Bob Dylan. Altro terreno di scontro tra i due pesi massimi sarà la categoria della miglior regia dove P.T.Anderson per Una battaglia dopo l’altra sfiderà Josh Safdie di Marty Supreme e a loro si aggiungeranno la già oscarizzata Chloe Zhao con Hamnet e appunto Coogler per Sinners e Trier per Sentimental Value.
Non male anche il risultato ottenuto dal Frankenstein di Guillermo Del Toro che registra ben nove nomination anche se sia tra gli effetti visivi che nella regia il film Netflix rimane a bocca asciutta. Guerra aperta invece tra le attrici protagoniste con un quintetto molto equilibrato che maschera comunque la clamorosa assenza di Chase Infiniti (l’unica vera luce nel film di Anderson ndr): Jessie Buckley per Hamnet; Rose Byrne per If I had a legs I’d kick you; Kate Hudson per Song sung blue; la Reisve per Sentimental Value e la sempre straordinaria Emma Stone per Bugonia.
Nella categoria come miglior attore non protagonista tifiamo ovviamente per il monumentale attore svedese Stellan Skarsgard, regista egocentrico e padre assente in Sentimental Value. Ad insidiarlo saranno lo svogliato Benicio Del Toro di Una battaglia dopo l’altra; il sempreverde Delroy Lindo di Sinners; l’impalpabile Jakob Elordi che fa Frankenstein e la macchietta nazi di Sean Penn sempre da Una battaglia dopo l’altra.
Tra le attrici non protagoniste ci sarà bagarre. Se Teyana Taylor sempre dal film di PT Anderson parte favorita, a una minima incollatura c’è sia la anglo nigeriana Wunmi Musaku (barista stregona antivampiri in Sinners) come le due splendide co-protagoniste (Fanning e Lilleaas) di Sentimental Value.
Gli altri film
Altra categoria in bilico oramai è diventata quella del miglior film internazionale. L’hanno spuntata il brasiliano L’agente segreto; il francese Un semplice incidente (in realtà è un film girato in Iran con cast artistico e tecnico iraniano); Sentimental Value che batte bandiera norvegese; Sirat (Spagna) e The Voice of Hind Rajab (Tunisia).
Probabile che il vantaggio di Jafar Panahi stia diminuendo e che scalpitino proprio Norvegia e Brasile. Infine, per le scaramucce a fondo classifica è curioso rilevare che il terzo capitolo di Avatar firmato James Cameron raccolga due sole nomination (costumi (!); effetti speciali) e si faccia superare dal pimpante F1 con Brad Pitt che di nomination ne agguanta ben 4 tra cui quella non scontata come miglior film. Chiudiamo con uno dei film più belli della stagione, Bugonia, che nonostante lo scarso supporto critico e dell’industria hollywoodiana piazza quattro nomination a referto. La Notte degli Oscar si svolgerà a Los Angeles il 15 marzo 2026.