Meglio la piscina che l’oceano. È l’appello netto lanciato dalle autorità del New South Wales dopo una serie di attacchi di squali che, in piena estate australe, stanno interessando la costa est dell’Australia e in particolare l’area di Sydney, dove eventi di questo tipo sono solitamente più rari. Nell’arco di poco più di 48 ore, tra domenica e martedì, si sono verificati quattro attacchi di squali nello Stato che ospita la principale metropoli australiana. Due persone hanno riportato ferite gravissime, una è rimasta lievemente ferita e una è uscita illesa. A preoccupare è soprattutto la concentrazione degli episodi in un lasso di tempo così breve.
L’episodio più grave è avvenuto lunedì alla spiaggia di Manly, a nord di Sydney. Un surfista di 27 anni, Andre de Ruyter, noto chitarrista australiano, è stato azzannato alla gamba destra. Altri surfisti sono intervenuti immediatamente, improvvisando un laccio emostatico con una corda per fermare l’emorragia. Trasportato d’urgenza in ospedale, il giovane è ricoverato in terapia intensiva dopo l’amputazione della gamba sotto il ginocchio.
Poche ore prima, sempre nella zona nord di Sydney, uno squalo aveva attaccato un ragazzo di 11 anni a sud della spiaggia di Dee Why, mordendo ripetutamente la sua tavola da surf. Il giovane è riuscito a salvarsi senza riportare ferite. Domenica pomeriggio, invece, un dodicenne è stato aggredito da un grande squalo toro a Nielsen Park, quartiere orientale di Sydney: il ragazzo è rimasto ferito ed è tuttora ricoverato in ospedale in condizioni stabili. Un quarto attacco si è verificato ieri mattina a Point Plomer, nei pressi di Port Macquarie, circa 400 chilometri a nord di Sydney, dove un altro surfista è stato aggredito mentre si trovava in acqua.
Secondo le autorità locali, un fattore determinante è rappresentato dalle recenti piogge intense che hanno colpito l’entroterra. I fiumi ingrossati hanno riversato in mare sedimenti, nutrienti e pesci, rendendo l’acqua più torbida e attirando gli squali leuca, noti anche come squali toro. Si tratta di predatori opportunisti, che non si concentrano su una sola preda e possono attaccare qualsiasi animale ritengano alla loro portata, esseri umani compresi. Il direttore del servizio bagnini del New South Wales, Steven Pearce, è stato esplicito: chi vuole fare il bagno dovrebbe “semplicemente andare in piscina”, perché in queste condizioni le spiagge non possono essere considerate sicure.
Gli attacchi di squali restano statisticamente rari, ma in Australia ricevono grande attenzione mediatica anche per l’elevato numero di surfisti e bagnanti. Tra il 2020 e il 2024 si sono registrati 136 incidenti legati agli squali: in diversi casi le persone coinvolte sono rimaste illese, mentre gli episodi mortali sono stati 18. L’attuale ondata di attacchi colpisce in un momento particolarmente delicato: nell’emisfero sud è piena estate e le spiagge sono affollate.