Moda e Stile

In fila per l’ultimo addio a Valentino, l’ultimo imperatore di Roma (e della moda). “Giancarlo e Valentino: Forever…”: una sola parola carica di un significato potente

L'addio a Valentino Garavani, rose rosse e commozione di chi lo ammirava: il racconto da Roma

di Januaria Piromallo
In fila per l’ultimo addio a Valentino, l’ultimo imperatore di Roma (e della moda). “Giancarlo e Valentino: Forever…”: una sola parola carica di un significato potente

Una fila composta e commossa già dalle prime ore del mattino per accedere alla Camera Ardente in Piazza Mignanelli presso la sede della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti all’ombra di Piazza di Spagna, luogo simbolo della storia della Maison. Transennata per consentire il flusso di chi lo ha amato, di chi lo ammirava, gente comune e celebrieties sfilavano davanti a una pioggia di flash. Qualcuno di loro posa un mazzo di rose rosse (un omaggio al suo iconico rosso Valentino) sulla gigantesca maschera fatta di specchi che troneggia in piazza Mignanelli. In poche ore diventerà un tappeto di rose rosse. Sembra quasi che dietro quella maschera ci siano gli occhi di Valentino che ci guardano dall’”Altrove”… È quello che appare al visitatore di Pm23 Venus Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos.

La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti proprio il giorno prima, il 18 gennaio, in Piazza Mignanelli, aveva inaugurato la mostra. Protagoniste assolute le 12 opere dell’artista Vasconcelos e le 33 creazioni di Valentino in dialogo fra di loro. È stato il congedo di Valentino dal suo mondo in Gran Beauté. Quella bellezza nella cura di ogni dettaglio che Giancarlo Giammetti, il compagno di una vita, ha voluto pour le “dernier Adieu. Solo corone e composizioni di rose e fiori bianchi lungo il passaggio della fiumana di gente. In fondo alla sala della veglia un bellissimo ritratto in bianco e nero dello stilista davanti alla bara in mogano, dal soffitto sospeso un tappeto di fiori bianchi. La Famiglia allargata e una stretta cerchia di amici sedevano ai suoi lati. Tutto così sobrio, così elegante. Vietatissimo farsi un selfie (e ci mancherebbe). Mi avvicino e stringo la mano a Giancarlo, mi risponde con un sorriso: grazie di essere venuta. Giancarlo Giammetti, imprenditore visionario, un binomio imprescindibile. Si sono conosciuti nel 1960 e da allora sempre insieme: due ragazzi che hanno avuto una vita straordinaria. E quando litigavano lo facevano in francese chissà, forse, per stemperare le spigolosità della discussione.

Sui social Giancarlo gli ha reso tributo con uno struggente “Forever…”, una sola parola carica di un significato potente. “I Love Beauty, it’s not my fault” era il mantra di Valentino. La bellezza come missione in prima linea anche nel sociale, nell’aiutare i meno privilegiati. Il mese scorso la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, rappresentata da Mario Abate, lo storico legale della maison, è stata invitata e insignita dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per il loro supporto alla popolazione del Myanmar, colpita dal catastrofico terremoto.

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