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“Ho avuto una paralisi facciale per anni. Per un’attrice significa non lavorare. Dopo 20 anni di fisioterapia, la svolta”: lo rivela Sydne Rome

L'attrice racconta a La volta buona il grave incidente che le causò una paralisi facciale e la soluzione trovata dopo vent'anni

di Redazione FqMagazine
“Ho avuto una paralisi facciale per anni. Per un’attrice significa non lavorare. Dopo 20 anni di fisioterapia, la svolta”: lo rivela Sydne Rome

Sydne Rome è stata ospite a “La volta buona” di Caterina Balivo, ieri 20 gennaio, per raccontare non solo il suo incidente d’auto, ma anche delle difficoltà che ci sono stati nel campo lavorativo. L’attrice, popolare negli Anni 70 e 80, ha partecipato anche alla serie “Don Matteo”. Nel 2009 l’attrice statunitense è stata coinvolta in un gravissimo incidente stradale mentre era alla guida della sua auto. I freni improvvisamente hanno smesso di funzionare, la macchina fuori controllo si è schiantata contro un albero facendo esplodere l’airbag in pieno viso. A seguito del violento scoppio, Sydne ha riportato una paralisi facciale sul lato sinistro del volto, causata da un danneggiamento nervoso. “Ho avuto una paralisi facciale per anni. Per un’attrice significa non lavorare”, ha dichiarato Rome.

“È stata una cosa brutta per qualsiasi donna, ma per un’attrice ancora di più perché mi ha fatto perdere tanti anni di esperienze, di lavori, mi ha fatto perdere tante cose. – ha dichiarato – Devo dire che dentro di me mi vedevo sempre la stessa, ma di fatto avevo un pezzo della faccia paralizzata, soprattutto la bocca“.

Poi la rivelazione: “Nessuno voleva toccarmi, nessun medico voleva toccare la cicatrice. Mi hanno solo detto ‘fai tanta fisioterapia. Io ho fatto per vent’anni una fisioterapia speciale che si chiama ‘fisioterapia Perfetti’ perché il medico che l’ha inventata si chiamava Professor Perfetti”.

Poi la svolta: “L’anno scorso ho trovato una soluzione perché avevo letto di un intervento in America che riguardava solo metà della bocca. Ecco perché nessuno degli specialisti che avevo interpellato la voleva toccare, perché poi magari l’altra parte poi dopo scendeva, saliva, non si capiva bene quello che faceva. Così sono andato per una visita, mio fratello vive vicino a Boston. Lì c’è il chirurgo che insegna ad Harvard, sono andata da lei e ho detto: si può fare qualche cosa? E lei ha detto, vieni domani che ti opero.Sono andata, ha fatto questo intervento, 40 minuti, fatto dopo 25 anni, ed ho risolto tutto”.

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