Cime tempestose e la lettura performativa della generazione Z. In un lungo e ricco articolo a firma Erika Pomella, sul sito di Il Giornale viene raccontato il risultato di una curiosa analisi socio-culturale che è stata effettuata tra il classico letterario di Emily Bronte e la ricezione degli attuali under 25. Il pretesto per riportare alla ribalta Cime tempestose, scritto tra il 1845 e il 1846, grande classico della letteratura mondiale da oltre un secolo, è l’uscita del film Wuthering Heights diretto da Emerald Fennell (Saltburn) per il prossimo San Valentino. Film che vede protagonisti Jacob Elordi e Margot Robbie e che, quindi, ha suscitato un certo interesse nelle fanbase dei due attori anche grazie ad un trailer volutamente ambiguo, patinato e pruriginoso.
Come scrive Pomella, il romanzo della Bronte “ha saputo parlare di divario sociale mentre tracciava il ritratto di una vera e propria ossessione fatta di rapporti malsani e prevaricazioni (…) esempio di narrazione inaffidabile, capace di miscelare i cliché della ghost story con la riflessione su una mancanza di morale definita”. Insomma, a quanto pare, come accaduto per la versione filmata di Il conte di Montecristo con Sam Caflin, è scattato il recupero del classico letterario da parte delle giovani generazioni anglosassoni con una serie di effetti particolari. Il primo, segnalato dal New Yorker, è la cosiddetta lettura performativa che, detto in soldoni, è un fenomeno di bulimia di lettura senza capire bene cosa si sta leggendo, ma che mostra agli altri l’atto del leggere. Dall’altro, spiega Pomella, “ci si è abituati a un tipo di prodotto più immediato, semplicistico, con un numero di parole per pagina inferiore rispetto al passato per combattere il crollo della soglia dell’attenzione che si fa sempre più basso”.
Ecco che però Cime tempestose richiede un approccio e un’attenzione un po’ più prolungata, profonda, rallentata rispetto all’attenzione rapidissima dedicata ai video dei social. L’effetto è che su molte pagine social statunitensi si trovano dei tutorial su come leggere senza faticare il romanzo della Bronte (“usa l’audiolibro”, “salta al capitolo cinque”, ecc…) perché molti commenti, parliamo di centinaia su centinaia, riguardano la noia e le crisi di sonno che hanno colpito i giovani lettori. Come scrive Fortune “nonostante non si faccia altro che applaudire i social per la loro capacità di avvicinare i più giovani alla lettura – nonostante il 50% degli americani abbia annunciato di non aver letto nemmeno un libro nel 2025 – l’utilizzo costante di questo nuovo linguaggio mediale ha distrutto la capacità di concentrazione, analisi e comprensione, al punto che molti studenti che arrivano al college non sono in grado di leggere e comprendere davvero il significato di una singola frase”. Nel caso di Cime tempestose, del resto, come registra l’autrice dell’articolo, densità e profondità del testo originario suscitano rimostranze come “è difficile da seguire”; “è noioso”; “non succede niente”; nonché l’orgogliosa dimostrazione di molti nel leggere solo i dialoghi perché “ci sono troppe descrizioni”.