Tony Effe è finito al centro delle cronache milanesi. Domenica scorsa, 18 gennaio, tre volanti della polizia sono intervenute a Milano fuori da un locale, per sedare una lite tra il trapper e un paparazzo che avrebbe voluto scattare delle foto mentre l’artista era insieme con la compagna Giulia De Lellis e la loro figlia, nata da pochi mesi.
Secondo quanto ricostruito, tra il fotografo e Tony Effe sarebbe nata una discussione relativamente all’ipotesi che la bambina potesse essere ripresa dall’obiettivo. La vicenda è stata raccolta La Repubblica. Al momento né il trapper né il fotografo hanno sporto denuncia. Il fotografo avrebbe ricevuto tre pugni dal trapper. Agli agenti i due hanno fornito versioni contrapposte di quanto accaduto.
“Mi si è avvicinato, mi ha minacciato di morte e mi ha sferrato tre pugni al volto – ha detto il paparazzo a La Repubblica -. È successo intorno alle 14.30 fuori da El Porteño Arena: lui è arrivato a bordo di un van insieme alla compagna Giulia De Lellis e alla loro bambina. Mentre percorrevano i 50 metri per entrare nel locale per il brunch domenicale, io ho fatto il mio lavoro, scattando delle fotografie: lui non voleva che negli scatti apparisse la bambina, ma gli ho spiegato che non si vedeva. Era in una carrozzina alta e tutta imbacuccata per il freddo”.
E ancora: “Stava spingendo lui la carrozzina, ma l’ha lasciata alla compagna, che è entrata con la piccola, ed è venuto verso di me. Ripeteva: ‘Oggi non è giornata’ e ‘Io ti ammazzo’. Poi mi ha sferrato tre colpi al volto con il pugno chiuso. Credo sia un miracolo che il mio timpano non abbia subito serie lesioni. Sono riuscito a restare in piedi, ma ho corso un brutto rischio. In quanti sono morti per forti colpi alla tempia? (…) Io sporgerò denuncia”.