Davide Lacerenza ha patteggiato (4 anni e 8 mesi) alla fine dell’inchiesta per droga, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione legata proprio al suo locale, la Gintoneria. È stato disposto anche un risarcimento, tramite confisca, del patrimonio da oltre 900mila euro e per questo lo scorso 10 gennaio è stata aperta un’asta giudiziaria con in vendita bottiglie pregiate.
Ora di Lacerenza si parla perché, ospite di una discoteca di Lainate, la Line Club, è stato immortalato mentre, circodato da ragazzi, agita bottiglie con attaccate candele bengala (sparkler), simili a quelle che hanno causato la tragedia di Crans Montana dove proprio la fiamma di questi oggetti pirotecnici ha causato un incendio all’interno dal locale Le Constellation e la morte di 40 persone, con 116 feriti.
Molte le critiche a Lacerenza, anche da parte dei suoi follower e così l’ex proprietario della Gintoneria ha pensato subito schierarsi contro gli sparkler ‘a favore di social’: “Ho ricevuto tantissimi messaggi da parte di ragazzi che mi dicono: ‘Davide, tu che hai tanti follower in tutta Italia sensibilizza le discoteche a non usare più queste fiammelle’. Sono veramente terribili”, dice. E poi: “Ho paura anche ad accenderle, mi sono scottato la mano, non sto scherzando. Guardate qui, anche dopo essere state nell’acqua funzionano ancora (…). Sono stato in un locale. Anche se lì era tutto ignifugo, molti mi hanno criticato, mentre altri mi hanno chiesto di fare sensibilizzazione perché hanno capito che io sono lì a lavorare. Anche se il locale era bellissimo, soffitti a 20 metri, sicuramente in sicurezza, perché non cambiare? Nelle prossime settimane andrò in tantissime discoteche. È chiaro che non posso dire ‘Usa questo, usa quello’, però voglio darvi un input per girarla in positivo: sono andato a vedere, esistono tante fiammelle a led bellissime. Costano un po’ di più, ma poi le ricarichi (…) Bisogna rinnovarsi. Queste fiammelle hanno rotto le balle”. Come fa notare Repubblica, i soffitti nel locale in cui si trova Lacerenza non sembrano affatto alti venti metri.