A Torre Annunziata e Castellammare di Stabia ombre di camorra e rischio scioglimento: la primavera del Pd in provincia di Napoli è già finita
A Torre Annunziata è arrivata la commissione d’accesso. La prefettura di Napoli è insospettita da una informativa della Finanza sui ritardi negli sgomberi degli immobili pubblici occupati abusivamente, e su un reticolo di parentele e contatti tra famiglie di pregiudicati e persone vicine all’amministrazione. A Castellammare di Stabia se la aspettano da un momento all’altro. A maggio hanno visto tre ras del clan sul palco dei festeggiamenti per la Juve Stabia (messa qualche mese dopo in amministrazione controllata dal Tribunale per i condizionamenti del clan nell’indotto), poi a novembre hanno letto su ilfattoquotidiano.it le intercettazioni di un consigliere comunale di maggioranza con il cassiere dei boss. Lo chiamava ‘Zio’ e lo invitava ‘a fare cose importanti insieme’. Parole dette in campagna elettorale, forse c’era troppa confidenza. Il consigliere si è difeso sostenendo che erano telefonate di lavoro e non ci sono elementi per non credergli. Poi si è dimesso dopo qualche settimana, come un altro consigliere che si era ritrovato figlio e nipote indagati per associazione camorristica.
Ma sulla primavera di speranza e rinnovamento di queste popolose e confinanti città della provincia di Napoli, incombono ora le nubi di un ritorno all’autunno. Quattro anni fa si raccontò lo scioglimento quasi in contemporanea per infiltrazioni dei clan Gionta e D’Alessandro nelle macchine comunali. Nel giugno 2024 il ritorno alle urne e la vittoria di due sindaci eletti su una domanda di cambiamento. Due esponenti della società civile, come si diceva una volta, prima che si abusasse della metafora. A Torre, ha vinto il manager Corrado Cuccurullo, docente universitario, ex Cda Soresa, la società della spesa sanitaria campana, era stato cooptato da De Luca per mettere a posto i conti. A Castellammare di Stabia il giornalista ed ex direttore dell’Espresso Luigi Vicinanza, uno che dava del tu a Carlo De Benedetti e ne risanava i quotidiani locali. I loro punti in comune: due professionisti che non vivevano di politica e non provenivano dalla politica, essere alla prima prova del voto, essere designati dal Pd.
A Torre Annunziata, senza l’assenso del M5s, che ha corso da solo. A Castellammare di Stabia, con il campo largo al completo, un esperimento in anticipo della corazzata che ha accompagnato la candidatura di Roberto Fico per la Regione Campania. Ben 14 liste, di cui solo tre di partito e il resto, liste civiche dove secondo l’icona anticamorra del Pd Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale Pd, “nella debolezza della politica proliferano i comitati degli eletti e prospera la camorra”. Una ferita profonda nei rapporti col collega Vicinanza, due giornalisti uniti dalla antica militanza in testate di sinistra e divisi sulla sorte di Castellammare, e nei rapporti tra il Pd e il sindaco. Premessa: Ruotolo ha parlato da consigliere comunale. Elly Schlein lo aveva inviato lì come garanzia di legalità della proposta politica. Ruotolo ha fatto le sue valutazioni e ha concluso che non ci sono più le condizioni per andare avanti. Si è dimesso, ha chiesto a Vicinanza di fare altrettanto, non è stato accontentato e ha chiesto al Pd di staccare la spina all’amministrazione.
Il sindaco ha detto no. Ha spiegato perché intende restare, anticipando in un’intervista alla nostra testata le ragioni che ha ribadito in un incontro pubblico al Supercinema, un migliaio di cittadini – tra cui la deputata 5S Carmen Di Lauro e l’ex Pg di Napoli Luigi Riello – assiepati ad ascoltarlo: “Solo fango contro di me, noi siamo un argine alla criminalità e lo stiamo dimostrando coi fatti, chiediamoci piuttosto se la camorra sarebbe contenta o meno delle mie dimissioni”. Chissà se basterà per scongiurare la commissione d’accesso, incubatrice di un rischio scioglimento.
Sul punto, tra Cuccurullo e Vicinanza, le situazioni sono diverse e il pensiero ovviamente pure. Il sindaco di Torre Annunziata ormai la ha in casa e deve fare buon viso a cattivo gioco. “Siamo tranquilli, servirà a fare chiarezza”, ha dichiarato a caldo. Poi non ne ha parlato più. Il sindaco di Castellammare di Stabia non la invoca, ma sa che è all’orizzonte: “Che venga, non devo certo chiederla io: dò la mia completa disponibilità a Prefettura, Dda, Procura di Torre Annunziata per dare un colpo alla camorra che da mezzo secolo inquina la vita pubblica”. Il segretario del Pd campano Piero De Luca li ha incontrati entrambi, separatamente, e non ha comunicato quali siano le vere intenzioni del partito nei loro confronti. Prima di entrare nel Supercinema ad arringare il suo popolo, Vicinanza ha risposto così a un giornalista che gli chiedeva cosa intendeva replicare al Pd che gli avrebbe chiesto di dimettersi: “Non mi risulta: se me lo chiederanno ne discuteremo”.