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Tutti parlano della Groenlandia: dal turismo per l’aurora boreale alla cultura Inuit, ecco quello che c’è da sapere sull’isola più grande del mondo

Un’enorme distesa di ghiaccio, natura selvaggia e cultura Inuit. Un ponte artico tra Europa e America, centro dello scacchiere mondiale per interessi internazionali. Ma cosa c’è oltre i titoli dei giornali?

Testo di Elena Bittante
Nuuk e la cultura Inuit - 3/3

Nuuk e la cultura Inuit - 3/3

La Groenlandia è uno scrigno di tradizioni Inuit e per conoscere la storia, gli usi e i costumi di questo fiero popolo, merita una visita la capitale Nuuk. Questa città di poco più di 16.000 abitanti, viene considerata la porta d’ingresso principale dell’isola, situata lungo la costa sud occidentale, dove la natura si fa più verde e generosa durante la bella stagione. Koloni Havnen, l’antico Porto coloniale, è la culla del centro, dove si passeggia tra le casette in legno dei primi abitanti, idillio che lascia pian piano spazio ai palazzi dell’edilizia popolare degli anni Cinquanta e Sessanta, così ai moderni grattacieli, delineando le fattezze urbane tipiche di una moderna capitale. Per comprendere al meglio il passato della città e dell’isola, tappa al Museo nazionale della Groenlandia, dove svelare le ataviche connessioni vichinghe, mentre per godere di uno spaccato autentico delle tradizioni locali, pit stop per gustare qualche “kalaalimernit”, ovvero quelle che vengono considerate vere e proprie leccornie (più o meno estreme), dal mattak, strisce di pelle e grasso di balena servite crude e ghiacciate, al missi, pesce essiccato, accompagnato dal orsoq, grasso di foca. Non mancano i sapori di mare come le kiviaq, alghe marine fermentate, e i eqqusaq, ricci di mare crudi. Immancabile la suaasat, zuppa di pesce con patate e verdure, il piatto nazionale. La cucina groenlandese è espressione di identità, da apprezzare accompagnandola con qualche ottima birra artigianale Godthåb Bryghus, un must che dal 1963 offre varietà di lager, ale e stout, si narra, filtrate dal ghiaccio glaciale vecchio di 100.000 anni.

Nuuk è anche il punto di partenza per una bellissima escursione di trekking sulle colline rocciose che la incorniciano, Ukkusissat, la “grande Malene”, e Quassussuaq, la “piccola Malene”, oppure per un tour alla scoperta del fiordo Nuup Kangerlua (Godthåb in danese), il secondo sistema di fiordi più grande al mondo, ideale per il whale watching, navigare tra gli iceberg e persino fare kayak, immancabile attività molto amata anche dai locals. Per approfondire la cultura Inuit e concedervi una fuga in un mondo incantato, da appuntare anche Kulusuk. Questo minuscolo centro è situato su una piccola isola rocciosa tra montagne frastagliate e ampi fiordi della disabitata costa orientale della Groenlandia, raggiungibile con un volo interno o direttamente dall’Islanda o Danimarca (qui si trova uno degli aeroporti internazionali più piccoli al mondo). Oggi questo villaggio conta circa 300 persone, ma nel passato era un fiorente centro dedito alla caccia e alla pesca, espressione di sussistenza ed economia locale. Resta intatta l’atmosfera fiabesca di un tempo, complice una manciata di pittoresche casette in legno variopinte, una quieta presenza dell’uomo che tutt’oggi rifugge da una corsa agli interessi su larga scala mantenendo dignità e resilienza.

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