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Trump si autoproclama “presidente ad interim” del Venezuela: il post sul suo social Truth

Sulla piattaforma il presidente "clona" una pagina di Wikipedia e aggiunge l'incarico. Il 3 gennaio ha ordinato il blitz notturno per catturare Maduro
Trump si autoproclama “presidente ad interim” del Venezuela: il post sul suo social Truth
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Un post pubblicato sul suo social, in cui si autoproclama “presidente ad interim del Venezuela” a partire da gennaio 2026. Il profilo in questione è quello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che il 3 gennaio ha fatto catturare Nicolas Maduro in un blitz notturno. A convincerlo il segretario di Stato Marco Rubio, figlio di immigrati cubani, e da altri falchi della sua amministrazione. Trump ha pubblicato domenica una sua foto in cui, tra i suoi incarichi, clonando una pagina Wikipedia, compare anche quello di “presidente facente funzioni del Venezuela”.

Durante il secondo mandato di Trump, Caracas è diventata un punto di convergenza per le priorità del presidente americano: deportazioni di massa, traffico di droga, vaste riserve petrolifere e minerarie del Paese. “Il Venezuela è una tempesta perfetta, è tutto ciò che interessa l’Amministrazione Trump“, ha spiegato al Wall Street Journal Elliott Abrams, che si è occupato di questioni venezuelane durante il primo mandato di Trump. Quando è tornato alla Casa Bianca a gennaio dello scorso anno, secondo ex funzionari americani Trump ha detto di aver capito che, durante il suo primo mandato, aveva investito troppo tempo e capitale politico nel tentativo di estromettere Maduro senza riuscirci. Verso la fine dell’estate, ha scritto il giornale finanziario nei giorni scorsi, Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il vice capo dello staff della Casa Bianca Stephen Miller, il direttore della Cia John Ratcliffe e Dan Caine, capo dello Stato Maggiore Riunito, hanno iniziato a incontrarsi con regolarità per elaborare un piano per rimuovere Maduro dal potere.

Secondo funzionari dell’amministrazione e altri a conoscenza dell’operazione citati dal Wsj, l’intelligence statunitense ha iniziato a seguire da vicino Maduro (dove andava e viveva, cosa mangiava e indossava) con l’aiuto di una persona nella cerchia ristretta del leader venezuelano. Inoltre le forze speciali statunitensi hanno iniziato a effettuare prove pratiche della cattura esercitandosi su una replica del suo complesso di Caracas, presso una base militare. Entro l’autunno, Trump aveva detto a Grenell di interrompere i suoi contatti diplomatici con i funzionari venezuelani e da allora è stato messo da parte, hanno affermato i funzionari dell’amministrazione. Maduro ha invece “messo da parte” le “numerose offerte molto, molto, molto generose” per evitare l’arresto, come ha spiegato Rubio ai giornalisti aggiungendo che il leader venezuelano “ha scelto di comportarsi da selvaggio, questo è il risultato”.

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