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“Sesso in aereo? Quando si abbassano le luci succede di tutto, anche accanto a chi dorme. I passeggeri ci segnalano che trovano preservativi o macchie anche sui sedili”: le rivelazioni dei assistenti di volo

Dai messaggi sugli schermi di bordo ai video per OnlyFans: racconti, testimonianze e numeri di un fenomeno reale ma sommerso, ricostruito dal Corriere della Sera

Testo di Redazione FqMagazine
“Sesso in aereo? Quando si abbassano le luci succede di tutto, anche accanto a chi dorme. I passeggeri ci segnalano che trovano preservativi o macchie anche sui sedili”: le rivelazioni dei assistenti di volo

“Quando si abbassano le luci e la cabina sprofonda nel buio, succede di tutto”. È una frase che più di altre restituisce il clima raccontato dagli assistenti di volo nell’inchiesta del Corriere della Sera sul sesso in aereo. Un mondo parallelo che si attiva a 12 mila metri di quota, soprattutto sui voli notturni, quando i pasti sono finiti, il personale riduce i passaggi e gran parte dei passeggeri dorme. Tutto può cominciare con un messaggio. Non sul telefono, ma direttamente sullo schermo dell’intrattenimento di bordo. “Ciao, che fai?”, compare all’improvviso mentre l’aereo attraversa l’Atlantico. A scrivere è un altro passeggero, seduto a qualche fila di distanza, che propone un incontro nel bagno “a metà aereo”, indicando perfino come aprire la porta dall’esterno. È uno degli episodi che ha dato origine all’indagine del Corriere, durata dieci anni e costruita su centinaia di voli e decine di testimonianze dirette.

Il sesso in volo, spiega l’inchiesta, non è un mito da raccontare una volta atterrati. È un fenomeno reale, minoritario ma costante, che coinvolge sia coppie stabili sia sconosciuti che si incontrano grazie alle app di dating: “Se sui profili scrivi il numero del volo o il posto – racconta uno degli intervistati – e dall’altra parte c’è qualcuno interessato che è sullo stesso aereo, hai già risolto metà del problema”. Il resto avviene a bordo. E qui entrano in gioco i racconti più duri del personale di cabina. “Non avete idea di cosa troviamo nei bagni”, spiega un’assistente di volo al Corriere. “Preservativi usati, liquidi biologici sul lavandino, sul water, a volte persino sulle pareti”. In alcuni casi, le condizioni sono tali da costringere l’equipaggio a chiudere un bagno per tutta la durata del volo, con inevitabili disagi per gli altri passeggeri. Non va sempre meglio fuori dai servizi igienici: “Tracce le troviamo anche sui sedili”, raccontano più steward. “E spesso sono i passeggeri che vengono dopo a segnalarcelo, indignati”. È qui che, spiegano, il problema smette di essere una questione di morale e diventa una questione di salute pubblica.

Secondo le testimonianze raccolte, il momento “perfetto” arriva un paio d’ore dopo il decollo. “I pasti sono serviti, le luci si spengono, il rumore dei motori copre tutto e in corridoio non passa quasi nessuno”, spiegano gli assistenti. “È in quel momento che molti si alzano, vanno in bagno e non sempre da soli”. Il luogo più usato resta il bagno, soprattutto in Economy, dove è l’unico spazio realmente chiudibile. In Business e Prima classe, invece, la maggiore privacy favorisce altri comportamenti. “Attraversando la Prima classe – racconta un assistente – capita di vedere coppie dormire insieme nella stessa suite, anche se non sarebbe consentito”. In un altro caso, su un volo da Dubai a Mosca, un membro dell’equipaggio si accorge di cosa sta succedendo solo passando con il carrello del duty free: “Dalla coperta è uscita una ragazza all’improvviso. Dai movimenti era chiaro cosa stesse succedendo”.

Il personale ammette che spesso non interviene: “A volte chiudiamo un occhio per evitare che la situazione degeneri”, spiegano. C’è il rischio di litigi, di passeggeri alterati dall’alcol, di dover coinvolgere la polizia all’atterraggio. “E poi – aggiungono i piloti – non facciamo controlli continui alle toilette: dopo i pasti è un po’ il liberi tutti”. Negli ultimi anni, però, il fenomeno ha fatto un salto ulteriore: “Molti passeggeri si filmano mentre fanno sesso in volo”, raccontano hostess e steward. “Quando li sorprendiamo, la risposta è quasi sempre la stessa: ‘Produciamo contenuti’”. Il riferimento è a OnlyFans e alle piattaforme per adulti, dove circolano numerosi video girati in cabina. Il dettaglio più inquietante, sottolinea il Corriere, è che sullo sfondo compaiono spesso altri passeggeri ignari, a volte riconoscibili. Non mancano poi episodi che coinvolgono direttamente gli equipaggi. Un pilota racconta di un assistente e di un supervisore scoperti a fare sesso in bagno: “Sono stati entrambi licenziati”. In un altro caso, l’identità di un membro del cabin crew è emersa solo dopo la pubblicazione di un video online, grazie alla divisa visibile nelle immagini.

Le compagnie aeree, contattate dal Corriere, non commentano ufficialmente. Il timore, spiegano fonti interne, è quello di trasformarsi nel “vettore di riferimento” per il sesso in alta quota. Così il fenomeno resta confinato a segnalazioni interne, interventi discreti e silenzi pubblici. Dai dati raccolti, la pratica riguarda circa lo 0,05% dei passeggeri totali, una percentuale bassa, certo, ma pur sempre pari a 2,5 milioni di persone. Numeri piccoli rispetto ai flussi globali, ma sufficienti a spiegare perché, come dicono gli assistenti di volo, “quando le luci si spengono, sull’aereo può succedere davvero di tutto”.

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