Viaggiare in aereo vuol dire imbarco, sbarco, sedersi, le istruzioni sulla sicurezza e un piccolo rinfresco durante il volo. In realtà i passeggeri non sono “soli”, ma c’è anche un altro elemento che viene sottovalutato: la presenza dell’inquinamento.
Come riporta Il Corriere della Sera Pianeta 2030, citando lo studio dell’Université Paris Cité pubblicato sulla rivista scientifica Environmental International, sono state rivenute le particelle ultrafini (Ufp) e il carbonio nero (Bc).
È il risultato dell’analisi della qualità dell’aria in cabina su 16 aerei partiti dalla centralissima Parigi Charles de Gaulle. Ma dove si generano le particelle ultrafini e il carbonio nero? Soprattutto negli ambienti aeroportuali. Le concentrazioni più elevate sono state rilevate durante le fasi principali di imbarco, rullaggio e atterraggio.
“Una volta in volo, l’aria in cabina viene progressivamente rinnovata e i livelli rientrano nella norma. – si legge – Ma i valori tornano a salire verso la fase di atterraggio, probabilmente a causa dell’inquinamento presente vicino alle piste che viene trasportato dal vento. Il quadro è simile anche per il carbonio nero. Le particelle di fuliggine prodotte principalmente dalle attività aeroportuali e dai motori raggiungono i livelli massimi sempre in prossimità degli aeroporti“.
Il The Guardian sottolinea che le emissioni di anidride carbonica (CO2) potrebbero essere dimezzate, senza ridurre i viaggi dei passeggeri, eliminando i posti premium, assicurando che i voli siano quasi pieni e utilizzando gli aerei più efficienti.
La quantità di anidride carbonica per chilometro percorso è diminuita con il progressivo aumento del consumo di carburante degli aerei. Tuttavia, la crescita del numero di voli ha superato di gran lunga questo dato, il che significa che le emissioni che contribuiscono ad alimentare la crisi climatica sono in aumento. Secondo gli esperti, le emissioni di anidride carbonica dell’aviazione potrebbero raddoppiare o addirittura triplicare entro il 2050.
La nuova analisi ha rilevato che i voli più inquinanti erano più comuni negli aeroporti degli Stati Uniti e dell’Australia, in particolare quelli più piccoli, così come in alcune parti dell’Africa e del Medio Oriente. Gli aeroporti in India, Brasile e nel sud-est asiatico erano dominati da voli meno inquinanti. Atlanta e New York erano tra gli aeroporti con i voli meno efficienti in assoluto, quasi il 50% in meno rispetto agli aeroporti con i voli più efficienti, come Abu Dhabi e Madrid.