“Attenti alle truffe sui saldi, soprattutto negli acquisti online”. A suonare il campanello d’allarme è Confconsumatori: dalle promozioni online al “Buy now pay later”, i rischi nel corso di quest’ultimi anni sono aumentati. Accanto a sconti “fasulli” o “falsati” hanno preso piede nuove modalità di vendita legate al commercio digitale, praticato ormai non solo dai più giovani.
L’associazione mette in guardia, in primis, dalla formula “acquista ora, paga dopo”: si tratta di una forma di finanziamento a breve termine, di importo contenuto e spesso concessa in modo quasi istantaneo, che consente di suddividere il pagamento in rate apparentemente senza interessi. Qual è il trucco? “In assenza di interessi – spiega Confconsumatori – possono essere previste commissioni, costi di gestione o penali in caso di ritardi nei pagamenti, con interessi di mora tutt’altro che trascurabili”.
Come evidenziato dalla Banca d’Italia in un report del 2022, questi strumenti “potrebbero favorire acquisti impulsivi ed eccessivi rispetto alle capacità di spesa degli acquirenti, determinando l’accumulo inconsapevole di un debito complessivo non sostenibile”. Secondo i dati di Confconsumatori, più della metà degli utenti ha sottoscritto almeno due contratti mentre una quota, seppur minore, ne ha attivati cinque o più. Altra formula usata è il “buy now pay later “creativo” e il credito revolving.
Cosa succede in questi casi? Può accadere che il consumatore creda di aver sottoscritto un prestito finalizzato a tasso zero per un importo limitato, mentre si ritrova titolare di una linea di credito revolving. Ciò comporta, innanzitutto, l’apertura di un plafond ben superiore al prezzo del bene acquistato (ad esempio, una linea di credito da 1.500 euro per un acquisto di 250 euro), con conseguente segnalazione in Centrale rischi. Inoltre, l’utilizzo dell’importo eccedente comporta
l’applicazione di tassi di interesse elevati.
“Spesso – sottolinea l’Associazione – al momento dell’acquisto, il contratto e il documento informativo precontrattuale non vengono consegnati, rinviandone l’invio a un momento successivo, senza un’adeguata spiegazione delle condizioni. È quindi essenziale leggere con attenzione la documentazione prima di firmare, richiederne copia e ricordare che è sempre possibile esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni”.
In generale, per gli acquisti online è necessario verificare il prezzo finale dei prodotti. In passato, infatti, sono state accertate pratiche scorrette basate su messaggi pubblicitari che enfatizzavano la gratuità delle operazioni, omettendo però costi aggiuntivi come commissioni per la protezione degli acquisti o spese di spedizione.
Restano, infine, le classiche “truffe” sul prezzo praticate anche nei negozi. Confconsumatori consiglia di osservare la riduzione annunciata calcolandola sul prezzo più basso applicato nei trenta giorni precedenti. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha recentemente ribadito che qualsiasi riduzione di prezzo, indicata tramite percentuali o claim promozionali, deve fare riferimento al prezzo più basso praticato nei 30 giorni antecedenti.