«Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male» – così recitava Eduardo de Filippo in una delle sue frasi più famose. C’è qualcosa di affascinante nelle superstizioni: anche se non ci crediamo, è sempre meglio seguirne le regole (che non si sa mai), è una forza più potente della nostra razionalità. Tante sono le credenze che ci accompagnano nell’ultima notte dell’anno, che si tratti di mangiare cotechino e lenticchie al cenone o chicchi d’uva ai rintocchi in attesa della mezzanotte, per ottenere una sorte migliore. Superstizione o tradizione che sia, la più comune – e la più sensuale – per celebrare al meglio il Capodanno è quella di indossare intimo rosso per ricevere fortuna e prosperità. Per i più tradizionalisti, l’usanza vuole che questo sia nuovo, regalato e che si getti via all’indomani.
Ma com’è nato questo rituale? La risposta o, meglio, le risposte, risalgono a molto tempo fa. Nell’Antica Roma era considerato di buon auspicio indossare per l’arrivo del nuovo anno un drappo rosso, che simboleggiava il potere, ma anche la fertilità, il cuore e la fortuna. Più avanti, nel Medioevo, ci si difendeva dal male e si scacciavano le streghe – che, secondo la leggenda, si sarebbero abbattute sui villaggi allo scoccare della mezzanotte – portando addosso un ritaglio di tessuto vermiglio. Infine, secondo la tradizione cinese, il colore rosso ha il potere di allontanare gli spiriti malvagi e simboleggia la buona sorte.