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“Mio padre ha avuto 4 figli con 4 donne diverse, faceva il poliziotto prima che lo ferissero sparandogli in faccia. Cosa sogno oggi? Di recitare per Tim Burton”: così Mariana Rodriguez

In Buen Camino interpreta la fidanzata di Checco Zalone e si è raccontata in una lunga intervista al Corriere della Sera, a cominciare dall'infanzia difficile vissuta a Caracas: "Mia madre lavorava in una favela molto pericolosa. La droga, la violenza. Mio cugino è stato ucciso in un regolamento di conti"

di Redazione FqMagazine
“Mio padre ha avuto 4 figli con 4 donne diverse, faceva il poliziotto prima che lo ferissero sparandogli in faccia. Cosa sogno oggi? Di recitare per Tim Burton”: così Mariana Rodriguez

In Buen Camino interpreta la fidanzata di Checco Zalone, nella vita è modella e attrice e si è raccontata al Corriere della Sera. Mariana Rodriguez è nata a Caracas e sulla sua infanzia racconta: “Mio padre ha avuto altri 4 figli con 4 donne diverse, non so se ridere o piangere. (…) mia madre mi ha cresciuta da sola, faceva tanti lavori, la domestica, vendeva prodotti casa per casa, puliva e cucinava all’asilo nido… A casa si mangiava riso oppure pollo, non potevamo permetterci due piatti“. Della vita in Venezuela ricorda quanto sia stata difficile: “Anche quando c’era mio padre contavo i centesimi per andare in autobus a scuola. Papà faceva il poliziotto prima che lo ferissero sparandogli in faccia. Faccio fatica a parlare di lui. Mia madre lavorava in una favela molto pericolosa. La droga, la violenza. Mio cugino è stato ucciso in un regolamento di conti. Non mi è mai capitato qualcosa di brutto ma i vicini di casa li conosci. Ogni tanto dormivo da un’amica che era messa peggio di noi, mamma mi diceva: ora vedi la miseria vera. Lei mi ha avuto a 42 anni, fuori matrimonio”.

Non si risparmia la 34enne quando le viene chiesto del premier Maduro: “È a capo di un narco governo. Sul New York Times ho letto che hanno beccato i suoi nipoti con 800 chili di cocaina, non riesco nemmeno a immaginare una cosa del genere. Ci vorrebbe un machete per azzerare lui e la sua cricca. Da Caracas ho fatto un resoconto duro per Le Iene e mi hanno tolto il passaporto per quattro anni, l’accusa era: traditrice della patria. Siamo diventati la nuova Cuba”.

Poi, il racconto sull’arrivo in Italia (“Arrivarci è stata un’avventura, all’aeroporto di Madrid dove ero in transito mi hanno fermata, la mia colpa era di avere solo 50 euro in tasca”), le prima esperienze al cinema e quella al Grande Fratello e il futuro: “Grazie ai reality ho scoperto cose di me che non conoscevo, mi hanno resa più forte. Al cinema vorrei recitare per Tim Burton, i suoi zombie mi ricordano certi lati del folclore sudamericano, fanno parte della nostra cultura”.

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