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Castellammare, Ruotolo si dimette dal consiglio comunale: “Non c’è stato argine alla camorra”. Il sindaco Vicinanza: “Da lui solo critiche infondate”

Volano stracci tra i due ex giornalisti. Ruotolo: "La camorra prospera dove la politica è debole e prospera il civismo dei comitati degli eletti", con riferimento ai due consiglieri lambiti da indagini. Vicinanza: "Gli avevo proposto di fare l'assessore alla Legalità, non si è degnato di una risposta"
Castellammare, Ruotolo si dimette dal consiglio comunale: “Non c’è stato argine alla camorra”. Il sindaco Vicinanza: “Da lui solo critiche infondate”
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L’europarlamentare Pd Sandro Ruotolo si dimette dal consiglio comunale di Castellammare di Stabia e prova a rovinare il cenone di Capodanno del sindaco Luigi Vicinanza, accusato di guidare una “amministrazione non all’altezza, che non è stata argine alla camorra”. Vicinanza non ci sta, respinge al mittente e contrattacca: “Ha commesso un errore politico, la mia amministrazione la sta contrastando, le sue sono critiche esterne e prive di fondamento”.

Finisce, male, un rapporto politico tra due figure autorevoli del centrosinistra nazionale. E pare anche incrinarsi un’amicizia antica, con radici che affondavano nei comuni trascorsi giornalistici – Ruotolo firma di punta della Rai e della militanza anticamorra, Vicinanza ex direttore dell’Espresso e di quotidiani locali del gruppo Repubblica – perché l’ex consigliere usa parole durissime, e il sindaco nel replicare non esita a mettere in piazza fatti e circostanze finora sconosciute: “Gli avevo proposto di fare l’assessore alla Legalità, non mi ha mai degnato di una risposta”. Volano stracci.

E’ la conseguenza di un legame che si era incrinato irrimediabilmente dopo la lettera aperta dei giorni scorsi con cui Ruotolo invitava Vicinanza a dimettersi perché la sua elezione “è stata inquinata dalla camorra”. Si riferiva agli scoop de ilfattoquotidiano.it sull’inchiesta della Dda di Napoli – pm Giuseppe Cimmarotta, procuratore Nicola Gratteri – che ha lambito due consiglieri comunali di maggioranza, eletti in formazioni civiche aggregate alla maxi coalizione di 13 liste che ha accompagnato Pd, M5s, Avs e il campo largo nella larghissima vittoria di Vicinanza del giugno 2024. Vicinanza li ha estromessi dalla maggioranza (“non ci devono essere ombre”), uno dei due si è dimesso, l’altro non partecipa più ai consigli comunali, nemmeno a quello che il 22 dicembre ha approvato il bilancio. A Ruotolo, che ha votato il bilancio “per senso di responsabilità”, questo non è bastato.

“Il sindaco Vicinanza ha dichiarato che con le sue dimissioni vincerebbe la camorra. Io penso il contrario – sostiene Ruotolo – le sue dimissioni imporrebbero ai partiti una riflessione seria sul ruolo delle liste civiche. La camorra prospera dove la politica è debole e trova terreno fertile nel cosiddetto civismo, nel proliferare di liste civiche dell’ultimo minuto, veri e propri comitati elettorali del “partito degli eletti””. Secondo il responsabile nazionale legalità del Pd “anche nell’ipotesi di uno scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, esisterebbero tempo e spazio per ricostruire un rapporto sano, trasparente e credibile tra politica e cittadini”. Ruotolo quindi si dimette perché ritiene “di aver esaurito la funzione per la quale sono stato eletto: quella di essere un presidio politico e civile nella battaglia per la legalità e contro la camorra”.

Vicinanza ribatte ricordando “che la camorra esiste da quasi cinquant’anni in città. Tuttavia non prospetta alcuna terapia, se non lo scioglimento del Consiglio comunale. Da europarlamentare e da consigliere comunale avrebbe dovuto dare un contributo alla ripartenza dopo anni di sfasciume. Invece si è limitato, come ha dichiarato lui stesso nel corso di un Consiglio comunale, a dare il mio numero di telefono al commissario europeo Fitto, che ovviamente non mi ha mai chiamato”. Quando alle liste civiche “veicolo della camorra, se così fosse, lo accerterà la magistratura. Sta di fatto che quelle liste civiche erano già presenti al tavolo della trattativa del centrosinistra ben prima che io fossi indicato come probabile candidato sindaco, e che le stesse liste e i loro rappresentanti si riunivano intorno a un tavolo nella sede del Pd, il suo partito”.

Il sindaco conclude con una domanda non da poco: “Se questa amministrazione dovesse andare via, la camorra si sentirebbe più debole o più forte? Io credo che la criminalità organizzata sia stata favorita per troppi anni anche dalla debolezza della politica e dalla discontinuità amministrativa. Ruotolo tifa ancora per un lungo commissariamento della città (già sciolta per camorra nel febbraio 2022, giunta di centrodestra, ndr). Mi dispiace”.

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