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Cosa hanno in comune Taranto e Matera? Viaggio tra Sassi, Magna Grecia e due mari, dalle radici archeologiche al Mediterraneo di oggi

Matera e Taranto, due città diverse con un'origine comune: la Magna Grecia

Testo di Antonella Zangaro
Cosa hanno in comune Taranto e Matera? Viaggio tra Sassi, Magna Grecia e due mari, dalle radici archeologiche al Mediterraneo di oggi

Al di là dei percorsi classici che vedono nella città dei Sassi il luogo dai paesaggi immutati tra le rocce e del riscatto dopo la grande “vergogna” raccontata da Carlo Levi e al di là del mare cristallino di Taranto che, dal suo litorale, segna l’inizio della litoranea Salentina, le due città sono accumunate dalla forte impronta ed il grande amore per un’epoca gloriosa.

“Dopo la caduta dell’Impero di Sibari nel 510 a.C. le fonti scritte ci raccontano di anni ed anni di guerre tra le varie città della Magna Grecia per conquistare il fertile territorio sirite, finchè nel 433-432 a.C. Thuri e Taranto si alleano e fondano una colonia comune: Herakleia, poco dopo attribuita alla sola Taranto” (dal Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro)

Il materano, dal Paleolitico in poi, una terra fertile ed ambita

È il tufo a custodire le memorie della città di Matera, patrimonio Unesco dal 1993. Il bianco ingiallito è il suo colore, spennellato di verde, colline e arbusti che in estate bruciano al sole mentre in autunno si rendono tenui. Matera è morbida come il saliscendi di boscaglia che sa di caccia e pastorizia tra le distese che la circoscrivono, cullandola sul suo promontorio. Tutto intorno ci sono i muretti di sassi e gli alberi di fichi qua e là tra i filari di ulivi.
Pitagora viveva poco distante, a Metaponto, dove il ricordo della Magna Grecia è forte e scolpito nei profili della città ed arriva fino a Policoro dove esiste il Museo Archeologico Nazionale della Siritide.

Una grande raccolta di reperti, recuperati durante gli scavi condotti da Domenico Ridola, oggi sono esposti al Museo Nazionale a lui intitolato. Qui è possibile conoscere la storia più antica di questo territorio, dal Paleolitico inferiore al Neolitico; qui, selci, intagli di pietra, vasi, antiche armi e urne cinerarie parlano della disputa continua tra le antiche popolazioni che cercavano di conquistarsi le sue fertili terre comprese tra i fiumi Agri e Sinni.

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