Il mondo FQ

Basta interrogare l’Ai sulla minaccia russa per smascherare certe narrazioni giornalistiche

Ho chiamato Prima Pagina e detto la mia al vicedirettore del Corriere. Poi ho chiesto all'intelligenza artificiale: ti pare saggio disinvestire in sostenibilità e investire in armi? Ecco la risposta
Basta interrogare l’Ai sulla minaccia russa per smascherare certe narrazioni giornalistiche
Icona dei commenti Commenti

A Prima Pagina (Rai Radio 3), il 9 novembre, Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera, legge un articolo di Federico Fubini, sul Corriere: “L’esercito russo ha perso 80.000 uomini in nove mesi e… il Cremlino starebbe accettando 400mila perdite circa per ogni 1% di territorio ucraino che riesce a conquistare. E spesso le città che prende sono così devastate dalla stessa avanzata russa che avrebbero bisogno di centinaia di miliardi di dollari per la ricostruzione”. La notizia mi rincuora, e scrivo alla redazione: “Interessante… da una parte ci dicono che ci dobbiamo armare perché i russi ci invaderanno, dall’altra ci dicono che non hanno uomini neppure per piccole avanzate in Ucraina”.

La redazione di Radio 3 mi propone di dirlo direttamente a Manca. Glielo dico, in diretta, e rimarco anche il ridimensionamento del Green Deal e il lancio del progetto Rearm Europe, per fronteggiare la minaccia russa, e ravviso una logica contraddittoria: la Russia non ha gli occhi per piangere, ma ci dobbiamo riarmare perché sta per invaderci. Manca risponde che il piano non si chiama Rearm ma si chiama Safe (sicuro), e che la Russia non è la sola minaccia, ce ne sono altre: gli Usa hanno smesso di difenderci e quindi dobbiamo badare a noi stessi.

Non posso ribattere perché la conversazione viene chiusa. Avrei voluto rispondere che Von Der Leyen chiamò il piano Rearm Europe, quando parlava di turbocharge i nostri sistemi militari. Poi lo ha rinominato Readiness 2030, aumentando le percentuali di Pil destinate al riarmo. Safe se lo è inventato lui. Avrei anche voluto chiedere: difenderci da chi, se non dalla Russia? Dalle risposte ad un altro ascoltatore a fine trasmissione, si capisce che il nemico è ovviamente la Russia: il serpente si morde la coda. E anche Manca.

Avrei voluto anche dirgli che si spacciano le centrali nucleari come investimenti “verdi”: i fondi dedicati al Green deal e al sociale sono dirottati verso la fabbricazione di armi e centrali nucleari. Le fabbriche nostrane di armi ne hanno qualche beneficio, ma gran parte delle armi che compriamo, con fondi pubblici, è prodotta in Usa. La questione ucraina comporta il mancato rifornimento di combustibili fossili dalla Russia. Il che non mi dispiace affatto: dovrebbe essere una spinta verso le rinnovabili. Invece compriamo il gas dagli USA, e stiamo “investendo” porzioni significative di Pil europeo (fondi pubblici) in armi comprate dagli Usa. L’Europa si sta dissanguando economicamente e gli Usa stanno diventando sempre più floridi, anche se Trump è convinto del contrario e alza barriere doganali contro di noi, nel contempo vendendoci gas e armi.

Ho consultato l’intelligenza artificiale. L’IA raccoglie dati in rete, e anche opinioni espresse da umani, e poi fornisce risposte che rispecchiano, statisticamente, quel che trova. Non le ho chiesto pareri, anche perché non pensa, le ho chiesto dati, con domande puntuali. Quando ha messo tutto assieme, le ho chiesto di valutare i rischi a fronte dei dati che mi aveva fornito. Ti pare saggio, a questo punto, disinvestire in sostenibilità e investire in armi? Ecco la risposta:

“Non mi pare saggio che si faccia una scelta in cui ‘riduciamo in modo significativo la sostenibilità per aumentare solo il riarmo’. Invece, suggerirei che la scelta più saggia sia: manteniamo o aumentiamo (se possibile) gli investimenti nella sostenibilità climatica/ambientale, perché il ‘rischio climatico/ecosistemico’ è globale, sistemico e a lungo termine. Allo stesso tempo, riconosciamo che una certa capacità difensiva è necessaria — ma che idealmente questa capacità deve essere integrata, efficiente e possibilmente coerente con obiettivi più ampi (inclusa la resilienza, l’adattamento climatico, la protezione degli ecosistemi). Evitiamo che la difesa diventi un ‘buco nero’ dove risorse che potrebbero servire alla protezione ambientale spariscono, senza che ci sia garanzia che l’aumento della difesa risolva davvero i rischi che si vogliono affrontare”.

L’Ia ha anche confermato che attualmente la spesa militare europea supera di gran lunga quella russa. Le ho chiesto se il nucleare sia conveniente ecologicamente e economicamente. Mi ha risposto che lo sarebbe se fossero risolti i problemi di sicurezza, smaltimento e dismissione, ancora irrisolti, e che i costi sono enormi.

“Dire che il nucleare conviene non è una proposizione ragionevole nel senso che non è chiaro che ‘convenga’ (in termini economici) né che ‘sia sostenibile’ (in tutti i suoi aspetti) allo stato attuale, se confrontata con altre alternative (rinnovabili, efficienza, cambiamento strutturale)”.

Se si interroga in modo stringente l’IA si ottengono risposte che rivelano quanto sia fuorviante quel che ci raccontano i vari Manca e Fubini.

Ora il problema è: riuscirà l’intelligenza naturale degli elettori ad usufruire di quel che l’intelligenza artificiale può offrire in termini di dati e fonti? Le ho anche chiesto quali partiti si oppongano a queste politiche evidentemente sconvenienti economicante, socialmente ed ecologicamente. Consultando le votazioni nei Parlamenti italiano ed europeo, me ne ha detti solo due. Provate a chiederglielo.

Nota: si tratta di partiti che non controllano le piattaforme di IA. Usata opportunamente, l’IA è un potente strumento di verifica dei fatti, e smaschera chi cerca di farci credere che 2 più 2 sia 22. Imparate a farle una serie di domande che riguardano solo fatti, senza lasciar trasparire vostre opinioni (tende a darvi ragione). Ricevute le risposte chiedetele di metterle assieme e di identificare scenari logici che le colleghino, e il gioco è fatto.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione