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“A 22 anni pesavo 120 chili e mi piacevo tantissimo. Il mio corpo mi ha salvato la vita perché doveva proteggere qualcos’altro”: la storia di Ginevra Panci

La storia di Ginevra Panci, influencer da 600mila follower, che a La Volta Buona racconta il suo rapporto con l'obesità e la scelta dell'intervento bariatrico

di F. Q.
“A 22 anni pesavo 120 chili e mi piacevo tantissimo. Il mio corpo mi ha salvato la vita perché doveva proteggere qualcos’altro”: la storia di Ginevra Panci

“In quegli anni quel corpo mi ha in parte salvato la vita, perché doveva proteggere qualcos’altro”. È una confessione potente e spiazzante quella di Ginevra Panci, influencer da oltre 600mila follower che ha costruito il suo successo sui social sul racconto della sua trasformazione fisica. Ospite per la prima volta a “La Volta Buona”, nel salotto di Caterina Balivo, la 26enne ha ripercorso il suo passato svelando al pubblico di Rai 1 la sua storia con un intervento bariatrico che le ha cambiato la vita.

Subito l’influencer ha voluto sfatare il mito della persona obesa che odia se stessa: “Ho 26 anni e fino ai 22 pesavo 120 chili”, ha esordito. “Non avevo patologie, mangiavo più del dovuto. Eppure mi piacevo tantissimo. Mai avuto problemi nel sociale, ma con il cibo sì”. La spinta al cambiamento, infatti, non è arrivata da un disagio estetico, ma da un allarme medico: “La svolta è arrivata con la paura e la presa di coscienza“, ha spiegato. “Mi sono resa conto che non stavo più bene. Ma piacendomi, non vedevo e non volevo vedere. A farmi capire cosa non andava è stata la cartella clinica”.

Ma la parte più intima del suo racconto ha riguardato il legame con la sua famiglia, in particolare con il padre, e la connessione tra quel rapporto e il suo corpo: “Mio padre aveva delle dipendenze, ma ha deciso di cambiare per me. Un papà affettuoso. Sono nata sentendomi già importante”, ha raccontato. Ma quel rapporto, segnato dalla malattia del genitore, ha richiesto un prezzo emotivo altissimo. “Dopo tanti anni di dipendenza, qualcosa resta. Reintrodurlo nella società come cittadino normale è difficile. Era un papà da seguire, da accudire”.

È qui che Ginevra Panci collega il suo disagio interiore al suo aspetto fisico di allora. L’obesità non era solo il risultato di un’alimentazione scorretta, ma una sorta di armatura, uno scudo protettivo necessario in un momento della vita in cui doveva essere lei l’adulta della situazione:”Quel corpo mi ha in parte salvato la vita, perché doveva proteggere qualcos’altro”, ha ammesso. Per questo, spiega, il percorso che l’ha portata all’intervento di riduzione dello stomaco non è stato solo fisico: “Prima di operarsi, bisogna capire cosa ci ha portato all’obesità”. Oggi, guardando indietro, l’influencer non rinnega nulla di quel passato, nemmeno il corpo che ha lasciato andare: “Guardo la me del passato con tenerezza: mi ha aiutato”, ha concluso.

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