Kim Kardashian torna su un red carpet a volto coperto. È accaduto nelle scorse ore agli Academy Museum Gala 2025, un evento di beneficenza organizzato dall’Academy Museum of Motion Pictures per raccogliere fondi da donare al museo stesso. La 44enne influencer e donna d’affari si è presentata a Los Angeles indossando un abito di Maison Margiela Artisanal disegnato da Glenn Martens con un velo che le ha nascosto totalmente il viso. I commentatori si sono subito divisi tra chi ha esultato per l’affermarsi di una nuova tendenza di moda e chi ha liquidato tutto come unaa banale provocazione.
Intanto va ricordato che già nel 2021 Kardashian era giunta sulla passerella dell’Academy Museum Gala con il volto coperto da un altro velo. All’epoca abito e velo erano di colore nero pece, tanto che c’è chi si distinse sia nel comparare quella soluzione di abbigliamento simile ai veli integrali del mondo islamico, ma anche chi, proprio in piena era Covid, sostenesse che la diva dei social avesse voluto lanciare un messaggio sull’eccesso protettivo delle mascherine obbligatorie per difendersi dal virus.
Ad ogni modo l’abito indossato poche ore fa è rosa carne e si tratta di un vestito strapless della collezione Haute Couture 2025 del brand della Maison Margiela Artisanal. La poetica di Martin Margiela, il designer belga fondatore nel 1988 dell’omonima casa di moda, fin dai primi anni di carriera ha inserito nelle sue creazione l’elemento dell’anonimato, mescolato con la decostruzione dei capi e con il desiderio di sovvertire i codici canonici della sartorialità. Lo stilita Martens poi ha riportato agli albori la Maison Margiela, lavorando ulteriormente su materiali di recupero, come plastica e carta, giocando con drappeggi scultorei eppure così essenziali, che avvolgono il corpo fasciandolo con tessuti color carne, i quali sembrano diventare tutt’uno con la pelle. Kardashian aveva fatto parlare di sé recentemente quando ha lanciato sul mercato un paio di slip con il pelo. Rimane comunque curioso che un messaggio apparentemente provocatorio e decostruzionista arrivi da chi ha fatto della sua immagine warholianamente moltiplicata in ogni dove un’improvvisa assenza.