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“Truppe europee in Groenlandia”: l’idea del presidente della commissione militare Ue. Trump: “La prenderemo, garantiamo libertà”

A ipotizzarlo è stato Robert Brieger nel corso di un'intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag: "Avrebbe perfettamente senso"
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Truppe europee in Groenlandia. A ipotizzarlo è stato Robert Brieger, presidente della commissione militare dell’Unione europea, il più alto organo militare comunitario, nel corso di un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag. Dopo la chiamata di fuoco tra Donald Trump e la premier danese Mette Frederiksen, nella quale il tycoon ha ribadito la sua volontà di annettere l’isola, il tema, trattato inizialmente come una boutade, sta allarmando i vertici dell’esecutivo di Copenaghen. Ma evidentemente la questione è già dibattuta anche a livello Ue.

“A mio avviso, avrebbe perfettamente senso non solo stazionare le forze statunitensi in Groenlandia, come avviene attualmente, ma anche prendere in considerazione di stazionare soldati dell’Ue lì”, ha detto Brieger. L’obiettivo, dice, sarebbe quello di mandare “un segnale forte e potrebbe contribuire alla stabilità nella regione”, viste anche le recenti dichiarazioni della nuova amministrazione americana e le sue mire espansionistiche. “In definitiva, tuttavia, questa è una decisione politica in cui devono essere presi in considerazione molti interessi”, ha poi concluso.

Intanto, il presidente americano non molla la presa e anche domenica, parlando con i giornalisti sull’Air Force One, ha ribadito che a suo parere riuscirà a prendere il controllo della Groenlandia: “Penso che ce la faremo“, ha detto aggiungendo che i 57mila residenti dell’isola “vogliono stare con noi“. “Non so davvero quali diritti abbia la Danimarca – ha poi aggiunto in riferimento alle parole di Frederiksen secondo cui l’isola non è in vendita -, ma sarebbe un atto molto ostile se non lo permettessero perché è per la protezione del mondo libero. Penso che otterremo la Groenlandia perché è una questione di libertà del mondo. Non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti, se non che siamo noi a poter garantire la libertà. Loro non possono, hanno messo due slitte trainate da cani lì due settimane fa, pensavano che fosse protezione”. Una libertà messa a repentaglio, sostiene, dalle mire delle altre potenze mondiali: “In questo momento ci sono navi russe, navi cinesi, navi da vari Paesi. Non è una bella situazione”.

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