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Santanchè tira dritto: “Nessuno mi ha chiesto un passo indietro”. E prende tempo: “Mi dimetto solo se a processo per la cassa Covid”

"Sono assolutamente tranquilla, perché so come sono le questioni nel merito", ribadisce la ministra. I rapporti con Giurgia Meloni? "Come sempre"
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La ministra del Turismo tira dritto: “Sono assolutamente tranquilla, perché so come sono le questioni nel merito”. Daniela Santanchè allontana l’ipotesi dimissioni: nonostante il rinvio a giudizio per false comunicazioni sociali sul caso Visibilia, “a me nessuno ha mai chiesto di fare un passo indietro“, precisa. La ministra risponde così ai cronisti alla Fiera di Verona – in occasione della Motor Bike Expo 2025 – che le chiedevano se avesse incontrato Giorgia Meloni e se qualcuno le avesse chiesto di dimettersi. Lo farebbe però, sottolinea, solo in caso di rinvio a giudizio sulla vicenda Inps e cassa integrazione Covid (“cosa che per adesso non c’è”, ribadisce). Ministra che definisce i suoi rapporti con la premier “come sempre“, nonostante le voci che parlano di pressioni esplicite di Meloni e Fdi per le dimissioni.

Quindi – nonostante le proteste delle opposizioni e l’annuncio di una nuova mozione di sfiducia – nessun passo indietro, almeno per quanto riguarda il caso Visibilia per il quale è arrivato il rinvio a giudizio: “Se penso di dare dimissioni? Non l’ho mai detto – precisa – e non ci ho mai pensato. Se chiedessi su cosa è il rinvio a giudizio credo che nessuno saprebbe rispondermi. Un reato molto valutativo – lo definisce – che si basa su perizie tecniche dove peraltro io voglio difendermi nel processo. Quindi su questa cosa qua non ho mai detto a nessuno che avrei pensato di dimettermi”, aggiunge. “Su questa questione del falso in bilancio – ha sottolineato – non c’è nessuna indicazione politica e io sono certa che sarò assolta per cui sono assolutamente tranquilla. Capisco che c’è un attacco, non so neanche come chiamarlo, un accanimento su questa questione. Capisco che non ha temi l’opposizione perché non ha niente da dire, ma nessuno mi fa saltare i nervi”, continua. “Sono assolutamente tranquilla, confidente nei magistrati. Ci si difende nei processi non ci si difende sui giornali, e non patteggerò mai. Vado sino in fondo”, ha assicurato.

Discorso a parte, per la ministra, è la vicenda Inps: “Ho sempre detto che se dovesse arrivare un giudizio sulla cassa Covid, dove capisco che ci potrebbero essere delle implicazioni politiche, non avrei esitato a fare un passo indietro. Ma non siamo a questo punto, continuiamo a fare il mio lavoro”, sottolinea Daniela Santanchè. Il riferimento in questo caso è al filone d’inchiesta su cui Santanchè rischia il processo, ovvero la presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps nell’erogazione indebita della cassa Covid per 13 dipendenti di Visibilia. In questo modo la ministra prende tempo. Il 29 gennaio, infatti, la Cassazione dovrà decidere il procedimento resterà a Milano o sarà trasmesso a Roma, per competenza territoriale. Lo scorso 9 ottobre l’Inps, con l’avvocato Aldo Tagliente, aveva chiesto di costituirsi parte civile per gli eventuali danni.

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