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di F. Q.
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Il direttore Marco Travaglio ha lanciato pochi giorni fa l’appello ai lettori: “Ci stiamo preparando per le nuove battaglie dell’anno a venire. La prima la conoscete perché dopo mesi di leggi delega stop and go si è arrivati al dunque, cioè all’approvazione del decreto delegato sulla legge bavaglio che punisce i giornalisti precisi e attendibili. Noi faremo obiezione di coscienza. L’abbiamo già detto e continueremo a pubblicare testualmente tutti i documenti giudiziari, dopo avere verificato che abbiano interesse pubblico e che siano autentici. Queste sono le uniche due verifiche che faremo. Ci beccheremo un sacco di processi e speriamo che questi processi sfocino in una sentenza della Corte Costituzionale o della Corte di Giustizia europea”. Il condirettore Peter Gomez ha aggiunto: “Qui al Fatto cosa scrivere e come scrivere lo decidiamo solo noi. Qui scriviamo e pubblichiamo tutte le notizie che siamo in grado di trovare e possiamo anche sostenere delle posizioni che sono completamente diverse da quelle della stampa nazionale”.

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  • 00:33 - Ucraina-Russia, tregua umanitaria per Oleshky dal 27 ottobre: l'accordo mediato da Melania Trump

    (Adnkronos) - Cessate il fuoco a Oleshky dal 27 ottobre. La svolta per la cittadina ucraina che si trova sulla riva sinistra del Dnipro di fronte a Kherson, occupata dalle forze russe sin dal 2022, arriva grazie alla mediazione di Melania Trump. "Era abbastanza chiaro che, senza il mio intervento, la possibilità di portare aiuto umanitario nella città e far uscire gli anziani sarebbe stato impossibile", ha detto la first lady americana, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca in un comunicato in cui annunciava la svolta.

    Nei giorni scorsi anche Papa Leone XVI aveva chiesto una tregua umanitaria per Oleshky e aveva avuto colloqui telefonici sia con Vladimir Putin che con Volodymyr Zelensky, tre giorni dopo il 19 ottobre, per chiedere la tregua umanitaria nella città allo stremo, con la popolazione senza cibo e acqua.

    "La situazione a Oleshky è terribile. E' una città di prima linea in guerra sull'orlo del disastro. La popolazione rimasta è composta principalmente da anziani che hanno urgente bisogno di cure mediche, medicine, cibo e acqua pulita - si legge ancora nella dichiarazione di Melania Trump - Gli abitanti di Oleshky hanno un accesso limitato all'elettricità, vivono in mezzo a strade minate e subiscono frequenti attacchi militari".

    Nel ricostruire l'intervento della first lady, la Casa Bianca ha spiegato che Melania Trump "ha avviato le discussioni con entrambe le nazioni e parti allineate sugli obiettivi, procedure tecniche, tempistica, processi e termini". E viene puntualizzato che la moglie di Donald Trump ha agito "nell'ambito del suo ruolo formale di Intermediario esclusivo". La stessa first lady ha spiegato come, secondo l'accordo da lei negoziato, avverrà l'intervento umanitario, con "leader civili di entrambi i Paesi che lavoreranno insieme per andare a trovare i residenti di Oleshky nelle loro case e determinare il livello di assistenza necessario. I residenti che vorranno andare vie riceveranno supporto coordinato e il trasferimento nella destinazione che vorranno. Prevedo che alcuni vorranno andare in Russia - ha aggiunto - alcuni in Ucraina". Inoltre, "ho anche ottenuto che un media americano imparziale accompagni i team russi e ucraini sul terreno, svolgendo un ruolo significativo per assicurare che i desideri di ogni famiglia vengano rispettati'.

    Infine la Casa Bianca ha rivelato che "le urgenti circostanze di Oleshky sono state presentate all'attenzione della first lady durante colloqui privati" a margine di un evento da lei presieduto in occasione sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu. "Io e il mio rappresentante abbiamo fatto immediatamente leva sui canali di comunicazione stabiliti con Russia e Ucraina attraverso le sei precedenti riunificazioni di 34 bambini - ha concluso Melania trump - entrambe le nazioni hanno immediatamente assegnato team per coordinare il complesso meccanismo coinvolto, compreso lo sminamento. Tutte le parti hanno lavorato senza sosta fino a questo momento".

    La Russia conferma quasi subito la tregua. "Accogliamo positivamente lo sforzo della 'first lady' degli Stati Uniti, Melania Trump, che ha dato un contributo significativo al coordinamento dell'intervento umanitario a Oleshky", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale aveva affermato che potrebbero essere necessari "almeno diversi giorni" per completare l'evacuazione dei civili da Oleshky (che i russi chiamano Alyoshki) nel quadro dell'operazione umanitaria.

    Poi il ministero della Difesa a Mosca ha reso noto che le forze russe introdurranno un cessate il fuoco a Oleshky, con lo stop dei raid in direzione Kherson, dalle quattro del mattino (ora di Mosca) del 27 ottobre.

    La conferma di Kiev arriva dopo qualche ora. Le forze ucraine introdurranno un cessate il fuoco a Oleshky dalle tre della mattina (ora di Kiev) del 27 ottobre per condurre un intervento umanitario, rende noto lo stato maggiore ucraino precisando che le forze di difesa ucraine fanno il possibile per assistere la popolazione della città.

    Poco prima, cponfermando la tregua, il commissario per i diritti umani, Dmytro Lubinets, ha ringraziato Melania Trump e il suo gruppo di lavoro "per i loro sforzi, per la loro leadership e per il coordinamento fra gli ucraini e i russi per il raggiungimento di un accordo" e precisato di aver condotto i negoziati per la parte ucraina con la controparte russa, Yana Lantrarova. Lubinets non ha quindi nascosto che "l'intervento è estremamente complesso e sarà portato a termine in diverse fasi".

  • 00:16 - Cortei e allerta massima oggi, Movimento 17 ottobre rompe le regole: chiamata 'last minute' per non essere fermati

    Milano, 23 ott. (Adnkronos) - Nulla di certo, ma una promessa: "Non ci fermeremo". Milano e non solo si prepara a scendere di nuovo in strada per protestare contro il carovita e lo fa senza dare punti di riferimento. Per oggi, sabato 24 ottobre, nel capoluogo lombardo è annullato il ritrovo annunciato in piazza Duomo e bisognerà attendere, fino alle 14.30, per sapere i tre punti distinti della città scelti come ritrovo.

    "Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo. Non è una sorpresa ma anzi la conferma di ciò che abbiamo detto fin dal primo comunicato: un governo che risponde al disagio di una generazione con i soldati, le manette e i decreti non vuole ascoltarci. Vuole che stiamo zitti. Questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e le altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile". Lo sottolinea il Movimento 17 ottobre annunciando che "per questo le piazze annunciate per sabato sono annullate".

    "Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli - si legge nel comunicato postato sui social - Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo. Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate 'be water'". Quindi, spiegano, "la strategia è la seguente: le piazze iniziali non sono più valide. Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto".

    "Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento - dicono ancora - Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce. Ogni gruppo si dirige verso il concentramento geograficamente più vicino. Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso. Alle 15.30 comunicheremo la piazza finale. I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un’unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno". Infine il movimento spiega "perché lo facciamo". "Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto - conclude il movimento che firma M1710 - Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata. Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati. Sabato. Quando lo diremo noi. Dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno. Ci organizziamo".

    L'idea è quello di più sciami che arrivano veloci, compatti, che si lasciano guidare, ma non intrappolare in 'zone rosse'. "La piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto", scrive il Movimento nato dopo la guerriglia urbana che ha devastato e saccheggiato la città sabato 17 ottobre e domenica 18. Una distruzione che ha portato alla risposta veloce e ferma dell'esecutivo.

    L'attenzione per le manifestazioni annunciate per oggi in diverse città italiane - da Milano a Roma, da Bologna a Genova, fino a Bari - è massima. Dopo i disordini dello scorso fine settimana nel capoluogo lombardo, il sistema di prevenzione nazionale è in allerta per prevenire devastazioni e scontri. E il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, da Treviso, ha sottolineato: "Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative, Roma in primis". Il monitoraggio delle chat e delle piattaforme social dove si veicolano le informazioni per organizzare eventuali blitz estemporanei, già avviato nei giorni scorsi, si fa via via più attento anche in vista del cambio di rotta del movimento 17 ottobre.

    Per quanto riguarda Roma, è massima l'allerta anche per intercettare eventuali 'infiltrati' al corteo e nel monitoraggio degli ambienti degli ultras che potrebbero organizzare 'contro-mobilitazioni' per presidiare le aree urbane. Il piano sicurezza per fronteggiare la giornata di domani, quando sono previste due manifestazioni per cui è stato chiesto regolare preavviso mentre sono annunciate altre mobilitazioni del Movimento 17 ottobre, è stato varato nel corso di un tavolo tecnico, presieduto dal questore Roberto Massucci. La strategia messa a punto, detta di 'saturazione', ha come obiettivo quello di mappare e presidiare tutti gli spazi del territorio sia reali che virtuali considerati a rischio con controlli a tappeto, anche preventivi, in tutte le zone del centro storico, e in particolare nei luoghi di possibile aggregazione, sulle strade che conducono dalla periferia al centro e sulla rete della metropolitana.

    Un dispositivo imponente per il quale saranno impiegati oltre mille operatori delle forze dell'ordine. Oltre ai contingenti della forza pubblica che saranno schierati per la gestione delle manifestazioni, saranno in campo le specialità, con la polfer che terrà d'occhio i principali scali cittadini, e i carabinieri, che affiancheranno l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Roma nell’attività di presidio del territorio. Tutti i servizi potranno contare sul supporto aereo garantito dai droni in dotazione alla questura di Roma e dal velivolo del I Reparto Volo della Polizia e dai velivoli dell’Arma dei Carabinieri, che concorreranno, dall’alto, all’intercettazione di eventuali gruppi che possano mettere in atto azioni per turbare l'ordine pubblico e compiere blitz estemporanei. La linea della questura è orientata alla tutela del diritto a manifestare, anche in un’ottica di dissenso, ma "rigorosamente nel rispetto delle leggi vigenti e dei diritti altrui, non lasciando alcun margine a ogni forma di illegalità".

    Le stazioni di Milano saranno i luoghi su cui si concentrerà l'attenzione per evitare l'arrivo dei manifestanti da altre città lombarde, ma gli occhi di chi garantisce la sicurezza saranno puntati anche sui luoghi della politica e su quelli più iconici o lussuosi. In centro, ma non solo, la cura sarà massima anche la mattina per evitare momenti di tensione rispetto a presidi o raduni che potrebbero cercare di raggiungere il centro. La Rinascente anticipa la chiusura alle ore 15, mentre i singoli negozio del centro o le boutique del Quadrilatero della moda valuteranno autonomamente come gestire il proprio punto vendita. C'è chi si è attrezzato con pannelli per proteggere le vetrine, ma l'appello del sindaco di Milano Giuseppe Sala ("evitare la psicosi di chiudere i negozi") sembra accolto.

    "Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su, come ci ha invitato a fare il sindaco. Noi non cediamo alla paura" afferma all'Adnkronos Luigi Ferrario, presidente di Real Baires (corso Buenos Aires stakeholders association), l'associazione che riunisce i commercianti della celebre via dello shopping milanese alla vigilia di una giornata che si preannuncia calda. "Vigiliamo come sentinelle e siamo pronti a intervenire al minimo segnale, anche se speriamo che questo allarme sia una bolla di sapone. E' giusto tenere aperti, non cedere alla paura e neppure limitare la nostra libertà. I cittadini che rispettano le regole non apprezzano i facinorosi e Milano inizia ad avere le scatole piene di chi è violento" conclude.

    Questura e Procura, intanto, sono pronte nel caso di numeri eccezionali: lo scorso fine settimana a Milano sono state oltre 300 le persone fermate, in gran parte minorenni, una cinquantina gli arresti tra giovani e giovanissimi, italiani o adolescenti di seconda generazioni, richiamati da TikTok e arrivati dal centro, dalle periferie e dall'hinterland. Un hub per le identificazioni dei minorenni è stato allestito dalla Protezione civile dentro la caserma del Reparto mobile della polizia in via Cagni, mentre in Procura, per il fine settimana, è stata rafforzata la presenza dei pubblici ministeri che potranno aiutare i colleghi di turno in caso di molti arresti: 'in panchina' sono pronti una decina di magistrati.

    Alla vigilia della manifestazione contro il riarmo annunciata a Torino e "rilanciata dai canali social riconducibili ai gruppi antagonisti torinesi", si è riunito ieri il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Torino Donato Cafagna, con l’obiettivo di prevenire e reprimere condotte violente, sia nel corso della manifestazione sia successivamente, e “considerato che le iniziative di protesta non sono state comunicate alle autorità di pubblica sicurezza”, sulla base delle informazioni raccolte sui social sono state rafforzate le misure di vigilanza in tutte le aree indicate quale luogo di concentramento dei manifestanti e in quelle che potrebbero essere toccate dai cortei.

    Per contrastare fenomeni di danneggiamento e di furto ai danni degli esercizi commerciali, sono stati rafforzati i controlli con servizi ravvicinati e di prossimità, in particolare nelle zone dello shopping. Inoltre, con le organizzazioni di categoria è stata promossa l’attivazione, fra gli associati, di flussi informativi per la trasmissione tempestiva di alert, che segnalino situazioni di pericolo, al fine di garantire il pronto intervento delle forze di polizia. Il prefetto ha, poi, adottato ordinanze che vietano, in aree circoscritte, il consumo e la detenzione in luogo pubblico di bevande in bottiglie di vetro e lattine e in contenitori che possano essere impropriamente utilizzati. Inoltre, è stato vietato detenere, senza giustificato motivo, materiali idonei all’occultamento del viso, caschi, maschere antigas, mascherine respiratorie, passamontagna e sciarpe, e oggetti potenzialmente utilizzabili come mezzi contundenti, fumogeni, materiale esplodente e gas urticanti.

    Prevenzione, coordinamento tra istituzioni e attenzione costante al territorio. Sono queste le linee guida della strategia condivisa a Firenze durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato in Prefettura per fare il punto sulle possibili manifestazioni di protesta che potrebbero interessare il capoluogo toscano nelle prossime settimane. Nel corso della riunione è stata effettuata una valutazione dei dispositivi di sicurezza, con particolare attenzione alle possibili situazioni di criticità legate alle proteste. L’obiettivo è predisporre un modello operativo capace di individuare tempestivamente eventuali segnali di rischio e garantire risposte adeguate a tutela della collettività.

    La strategia delineata si fonda innanzitutto sul rafforzamento delle attività di vigilanza e sul monitoraggio del territorio, per intercettare in anticipo comportamenti o iniziative potenzialmente in grado di compromettere la sicurezza pubblica. Un ruolo centrale sarà affidato anche alla condivisione delle informazioni tra le diverse componenti coinvolte. Il continuo scambio di notizie, anche in tempo reale, dovrà consentire di coordinare gli interventi e assicurare tempestività nelle decisioni operative. Un altro punto cardine emerso dal confronto riguarda la collaborazione tra le istituzioni. Prefettura, amministrazioni locali e forze dell’ordine sono chiamate a mantenere un dialogo costante per affrontare in maniera coordinata le eventuali criticità.

    Come evidenziato nel comunicato della Prefettura, le iniziative di protesta prese in esame non risultano essere state preannunciate. Una circostanza che rende particolarmente importante la capacità di prevenzione e la condivisione tempestiva delle informazioni. La strategia concordata punta quindi a rafforzare il raccordo operativo tra tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di tutelare la libertà delle persone e garantire condizioni di sicurezza durante le eventuali manifestazioni.

    L'ambasciata americana a Roma ha diramato una allerta per i possibili cortei e proteste a Roma e nelle altre principali città italiane sollecitando gli americani a evitare le proteste, gli assembramenti e le zone in cui sono previsti cortei. La possibilità rimane alta per il fine settimana del 24 ottobre, in particolare per sabato, si legge in un comunicato. "Le autorità locali consigliano fortemente di evitare percorsi delle proteste e delle aree vicine a Roma sabato", si precisa, elencando i cortei previsti.

  • 00:13 - Ucraina-Russia, tregua umanitaria per Oleshky dal 27 ottobre: l'accordo mediato da Melania Trump

    (Adnkronos) - Cessate il fuoco a Oleshky dal 27 ottobre. La svolta per la cittadina che si trova sulla riva sinistra del Dnipro, di fronte a Kherson, occupata dalle forze russe sin dal 2022, arriva grazie alla mediazione di Melania Trump. "Era abbastanza chiaro che, senza il mio intervento, la possibilità di portare aiuto umanitario nella città e far uscire gli anziani sarebbe stato impossibile", ha detto la first lady americana, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca in un comunicato in cui annunciava la svolta.

    Nei giorni scorsi anche Papa Leone XVI aveva chiesto una tregua umanitaria per Oleshkyper e aveva avuto colloqui telefonici sia con Vladimir Putin che con Volodymyr Zelensky, tre giorni dopo il 19 ottobre, per chiedere la tregua umanitaria a Oleshky.

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    Nel ricostruire l'intervento della first lady, la Casa Bianca ha spiegato che Melania Trump "ha avviato le discussioni con entrambe le nazioni e parti allineate sugli obiettivi, procedure tecniche, tempistica, processi e termini". E viene puntualizzato che la moglie di Donald Trump ha agito "nell'ambito del suo ruolo formale di Intermediario esclusivo". La stessa first lady ha spiegato come, secondo l'accordo da lei negoziato, avverrà l'intervento umanitario, con "leader civili di entrambi i Paesi che lavoreranno insieme per andare a trovare i residenti di Oleshky nelle loro case e determinare il livello di assistenza necessario. I residenti che vorranno andare vie riceveranno supporto coordinato e il trasferimento nella destinazione che vorranno. Prevedo che alcuni vorranno andare in Russia - ha aggiunto - alcuni in Ucraina". Inoltre, "ho anche ottenuto che un media americano imparziale accompagni i team russi e ucraini sul terreno, svolgendo un ruolo significativo per assicurare che i desideri di ogni famiglia vengano rispettati'.

    Infine la Casa Bianca ha rivelato che "le urgenti circostanze di Oleshky sono state presentate all'attenzione della first lady durante colloqui privati" a margine di un evento da lei presieduto in occasione sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu. "Io e il mio rappresentante abbiamo fatto immediatamente leva sui canali di comunicazione stabiliti con Russia e Ucraina attraverso le sei precedenti riunificazioni di 34 bambini - ha concluso Melania trump - entrambe le nazioni hanno immediatamente assegnato team per coordinare il complesso meccanismo coinvolto, compreso lo sminamento. Tutte le parti hanno lavorato senza sosta fino a questo momento".

    La Russia conferma quasi subito la tregua. "Accogliamo positivamente lo sforzo della 'first lady' degli Stati Uniti, Melania Trump, che ha dato un contributo significativo al coordinamento dell'intervento umanitario a Oleshky", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale aveva affermato che potrebbero essere necessari "almeno diversi giorni" per completare l'evacuazione dei civili da Oleshky (che i russi chiamano Alyoshki) nel quadro dell'operazione umanitaria.

    Poi il ministero della Difesa a Mosca ha reso noto che le forze russe introdurranno un cessate il fuoco a Oleshky, con lo stop dei raid in direzione Kherson, dalle quattro del mattino (ora di Mosca) del 27 ottobre.

    La conferma di iev è arrivata dopo qualche ora. Le forze ucraine introdurranno un cessate il fuoco a Oleshky dalle tre della mattina (ora di Kiev) del 27 ottobre per condurre un intervento umanitario, ha reso noto lo stato maggiore ucraino precisando che le forze di difesa ucraine fanno il possibile per assistere la popolazione della città.

    Poco prima, cponfermando la tregua, il commissario per i diritti umani, Dmytro Lubinets, aveva ringraziato Melania Trump e il suo gruppo di lavoro "per i loro sforzi, per la loro leadership e per il coordinamento fra gli ucraini e i russi per il raggiungimento di un accordo" e precisato di aver condotto i negoziati per la parte ucraina con la controparte russa, Yana Lantrarova. Lubinets non ha quindi nascosto che "l'intervento è estremamente complesso e sarà portato a termine in diverse fasi".

  • 20:35 - Nepi Molineris: "A Colle Oppio sport, cinema e arte per parlare ai giovani"

    Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - A Roma "da Colle Oppio è partito il progetto Sport Illumina, che oggi si racconta anche attraverso il docufilm 'Lo Sport è Vita'. Qui si incontrano sport, cultura, arte, cinema e storia, dando vita a un’esperienza unica, capace di parlare soprattutto ai giovani e di coinvolgere tutta la comunità. È bello vedere campioni del basket, del taekwondo e di tante altre federazioni condividere il campo con molti ragazzi, giocare insieme e divertirsi, in uno spazio che oggi appartiene davvero a tutti. Quello che un tempo era un luogo segnato dal degrado è diventato un hub di sport, socialità e partecipazione: un modello innovativo, un unicum nel panorama internazionale, che dimostra quanto lo sport possa trasformare i luoghi e creare nuove opportunità". Così Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute.

    "Su Colle Oppio e sul progetto Sport Illumina - prosegue Nepi Molineris - grazie all’impegno del Governo continueremo a investire, con la convinzione che restituire spazi ai cittadini significhi investire nel futuro delle comunità. E presto annunceremo altre grandi sorprese, proprio qui a Colle Oppio".

  • 20:31 - Sport e Salute, a Roma docufilm 'Lo Sport è Vita', protagonisti i ragazzi, tra urban culture, arte e basket

    Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - A Colle Oppio non c’è stato un confine tra chi raccontava e chi ascoltava: il cinema è uscito dalla sala, le storie hanno preso voce e lo sport ha smesso di essere uno spettacolo da guardare per tornare a essere quello che è sempre stato: vita vera. Lo Sport è Vita, il docufilm di Sport e Salute presentato nell’ambito della Festa del Cinema di Roma non è stato uno spettacolo da guardare, ma un’esperienza da vivere insieme, in cui le persone sono diventate protagoniste e uno spazio nel cuore di Roma si è trasformato in un luogo di incontro, condivisione e nuove opportunità.

    Un appuntamento che ha portato lo spirito della kermesse fuori dall’Auditorium e lo ha messo in connessione con la protagonisti del docufilm che hanno introdotto la proiezione insieme ai moderatori Massimo Caputi e Gabriele Anakin. Le immagini hanno restituito esperienze e percorsi personali, diventando il punto di partenza di un racconto più gra città reale. È questa la visione di Sport Illumina, il progetto di Sport e Salute che punta a restituire ai territori spazi pubblici dedicati allo sport, all'incontro e alla partecipazione. Non soltanto luoghi attrezzati, ma punti di riferimento capaci di generare vita, relazioni e nuove opportunità. A raccontare questa storia sono stati innanzitutto i giovaninde: quello di uno sport che sa creare opportunità, accendere passioni e cambiare il modo di vivere i luoghi: «Il campetto più bello del mondo», «seconda casa», «ormai questa è casa mia». Dopo la proiezione, la parola è passata nuovamente ai ragazzi con un momento di open mic. Pensieri, esperienze e punti di vista si sono intrecciati in una narrazione collettiva, senza filtri e senza copioni, nella quale ciascuno ha potuto raccontare cosa significa trovare il proprio spazio e sentirsi parte di una comunità.

    Non solo cinema, anche l'arte ha lasciato il suo segno. Lucamaleonte, tra i protagonisti della scena artistica urbana romana, ha lavorato alla realizzazione di un'opera capace di dialogare con il luogo e con la sua identità. Un intervento che ha aggiunto un'altra dimensione al racconto di Colle Oppio: quella di un luogo capace di esprimersi attraverso linguaggi diversi, ma che trova nello spazio pubblico un terreno comune. Poi la scena è passata al campo. Con l'ingresso dei giocatori della Maxima Roma, Matt Ryan, Federico Bonacini, Giovanni Veronesi e Gora Camara, di Emanuele Curti club manager della BC Roma e di Giacomo Galanda, Ambassador Illumina, il basket è diventato il centro di una sfida 3x3 che ha coinvolto atleti, ragazzi e rappresentanti delle istituzioni in squadre miste. Una partita che ha trasformato il playground in uno spazio di incontro concreto, dove le distanze si sono accorciate e il gioco ha dato forma alla partecipazione. Perché qui lo sport è anche un modo per crescere: c'è chi racconta di essere «migliorato come giocatore e persona», chi trova nel campo uno «sfogo» e chi ha scoperto un ambiente in cui sentirsi accolto: «qui tutti ti rispettano». Al termine della sfida, il campo si è aperto alla community per una foto di squadra, a suggellare il senso di una giornata vissuta insieme.

    A chiudere il programma è stata la musica con Francesco Caggiano, Fasma, Ozymandias e il DJ set di Antonello D'Arrigo. Il ritmo ha accompagnato il free basket, le attività sportive aperte alla community e i momenti di socialità, prolungando l'energia dell'evento oltre il programma ufficiale. A Colle Oppio, il messaggio è passato dallo schermo al microfono, dalla musica al muro, dal muro al campo. E ha raccontato una visione precisa: lo sport illumina quando genera possibilità, crea connessioni e offre ai ragazzi uno spazio in cui essere sé stessi e immaginare il futuro.

  • 19:39 - Innovazione, a Maker Faire Mit Technology Review Italia presenta Innovators Under 35 Eu

    Roma, 23 ott. (Adnkronos) - Presentata oggi, nel corso della quattordicesima edizione di Maker Faire Rome - The European Edition, la nuova edizione del premio 'Innovators Under 35 Europe', la cui cerimonia di premiazione si svolge per la prima volta in Italia. La manifestazione si conferma così un punto di riferimento europeo per l’innovazione, capace di anticipare le nuove tendenze dello sviluppo tecnologico e valorizzare i talenti emergenti.

    L’iniziativa è promossa da Mit Technology Review Italia in collaborazione con eFM ed Opinno, grazie al sostegno di ROAD – Rome Advanced District ed Eni. Il riconoscimento, nato dalla storica rivista del Mit - Massachusetts Institute of Technology, mappa e valorizza a livello internazionale i migliori talenti under 35 capaci di sviluppare tecnologie d'avanguardia a forte impatto sociale, scientifico ed economico. Nella sua storia il premio ha avuto tra i suoi partecipanti, prima che diventassero noti al grande pubblico, figure come Larry Page, Linus Torvalds, Mark Zuckerberg, Helen Greiner, Kostya Novoselov.

    La partnership strategica con eFM, azienda leader nella digitalizzazione degli ambienti di vita e di lavoro, guidata da Daniele Di Fausto, CEO e Chairman di Mit Technology Review Italia, rafforza l'impegno comune a promuovere un'innovazione che metta le persone al centro, favorendo una transizione orientata ai bisogni umani e al principio di 'Tech for Humanity': “Con Innovators Under 35 Europe – ha detto Daniele Di Fausto - vogliamo costruire una community europea di innovatori capace di individuare e far emergere i talenti che costruiranno il futuro della nostra società”.

    Per Claudio Granata, Presidente Road, “il Premio Mit under 35 conferma l’importanza del ruolo che ROAD e i distretti dell'innovazione svolgono. Sostenere lo sviluppo di imprenditorialità e tecnologia. Essere acceleratori di ricerca applicata e promotori di impresa e talento".

    La scelta di lanciare la nuova edizione del premio proprio a Maker Faire Rome non è casuale: l'evento rappresenta un ecosistema privilegiato di incontro tra ricerca accademica, creatività dei maker, mondo imprenditoriale e investitori.

    Oggi è stata ufficialmente aperta la call rivolta alla prossima generazione di talenti italiani ed europei della scienza, della tecnologia e dell'impresa, pronti a contribuire con le proprie idee e innovazioni a ridisegnare il futuro. La call, aperta dal 23 ottobre 2026 al 15 maggio 2027, si rivolge a chi ha meno di 35 anni e vive in uno dei Paesi europei partecipanti. Sono previste due modalità di partecipazione: la candidatura diretta e la nomination da parte di terzi. Le candidature saranno valutate da esperti e giurati dell’ecosistema dell’innovazione in nove aree di impatto, dalle biotecnologie all’intelligenza artificiale, dal climate tech alla cybersecurity. I 35 vincitori saranno premiati nell’autunno 2027. Al premio, si affianca la community, una vasta rete dell’innovazione in Europa: ricerca, imprese, accademia, istituzioni e professionisti possono entrare a farne parte, diventando parte attiva di un network esclusivo di leader e innovatori europei.

  • 18:15 - Curigliano (Esmo): "L'Europa non rallenti la ricerca"

    Madrid, 23 ott. (Adnkronos Salute) - "L'Europa deve proteggere il proprio ruolo nella ricerca oncologica e garantire che le politiche di contenimento dei prezzi dei farmaci non si traducano in una riduzione delle sperimentazioni cliniche". È l'appello di Giuseppe Curigliano, presidente eletto della Società europea di oncologia medica (Esmo), che in apertura del congresso della Società europa di oncologia medica (Esmo) 2026, in corso a Madrid, chiede un confronto tra tutti i principali attori del settore "per affrontare il calo delle attivazioni dei trial clinici, cioè degli studi che permettono di valutare l'efficacia e la sicurezza di nuove terapie". "Una variazione dei prezzi dei farmaci non può avere un impatto sul numero di studi clinici in Europa", sottolinea Curigliano, evidenziando "la necessità di intervenire rapidamente per invertire questa tendenza". L'Europa, ricorda, "ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo di nuove cure oncologiche e continua a essere un punto di riferimento internazionale". A sostegno di questa affermazione, lo specialista richiama i risultati presentati negli ultimi 5 anni ai principali congressi oncologici internazionali, come quelli dell'Asco (Società americana di oncologia clinica) e dell'Esmo, "dove la ricerca europea ha avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo di trattamenti capaci di cambiare la pratica clinica".

    Un altro tema centrale è l'accesso ai farmaci innovativi. "La posizione dell'Esmo", spiega Curigliano, "si basa sul valore delle terapie: la priorità deve essere data ai trattamenti che producono benefici clinici significativi per i pazienti, sia nelle fasi iniziali della malattia sia quando il tumore è in fase metastatica. Per valutare questo beneficio, Esmo utilizza anche la Magnitude of Clinical Benefit Scale, uno strumento che aiuta a misurare quanto un nuovo trattamento migliori concretamente gli esiti per i pazienti". La necessità di scegliere le terapie sulla base del loro valore, tuttavia, "non deve tradursi in ritardi nell'accesso alle cure, né in una diminuzione delle opportunità di partecipare agli studi clinici". Per questo, secondo l'oncologo, "occorre agire su due fronti: semplificare le procedure regolatorie europee, così da evitare tempi troppo lunghi per avviare una sperimentazione, e sensibilizzare i governi e le istituzioni nazionali sull'importanza strategica della ricerca" osserva.

    "Fare ricerca significa garantire ai nostri pazienti l'accesso all'innovazione" rimarca Curigliano. Ma i benefici non si limitano alle nuove possibilità di cura: "Gli studi clinici possono contribuire anche a un uso più efficiente delle risorse del Servizio sanitario nazionale e rafforzano la visibilità e la competitività della comunità scientifica italiana. L'obiettivo", conclude il presidente eletto dell'Esmo, è quindi "trovare un equilibrio tra sostenibilità economica, accesso alle terapie e capacità dell'Europa di continuare a produrre innovazione oncologica".

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