La trattativa sulla gigafactory di Termoli si è interrotta. Lo rendono noto i sindacati dopo che Acc (automotive cells company), la joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total, si è detta indisponibile a portare avanti qualsiasi discussione fino a fine anno e di conseguenza ha congelato il negoziato che pareva fino a poche settimane prossimo ad un’ intesa. Nel sito molisano si dovrebbero produrre batterie elettriche e la gigafactory rappresenta(va) forse il progetto di Stellantis più importante per testimoniare un impegno a mantenere un presidio produttivo di primo piano nel paese. Un investimento da almeno 2 miliardi di euro per cui il governo ha messo a disposizione 400 milioni attinti dai fondi del Pnrr.

Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr spiegano che, durante l’incontro che si è svolo al ministero delle Imprese e del made in Italy, “dall’atteggiamento assai sfuggente tenuto da Acc, si evince che il progetto di costruzione della gigafactory a Termoli non è semplicemente rinviato di qualche mese, ma sospeso per lo meno fino alla fine dell’anno senza alcuna certezza per il futuro”. Il ministero, dal canto suo, fa sapere di aver ricevuto solo martedì da Acc la descrizione delle modifiche sulle nuove tecnologie che intende apportare al progetto, già approvato nella programmazione del Pnrr. Si riserva quindi di valutare, anche con la Commissione Europea, se esse siano compatibili con tempi e modalità del finanziamento stanziato. Il ministero condivide quindi le preoccupazioni dei sindacati e ha richiesto precise garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali. Nei prossimi giorni convocherà un tavolo Stellantis specifico per il Molise con i rappresentanti dell’azienda, Regione, filiera e sindacati.

Acc si giustifica facendo riferimento al rallentamento della domanda di veicoli elettrici e alla necessità di un aggiornamento tecnologico sulle batterie da produrre. La sola Stellantis ha però deciso di potenziare la produzione di componenti Ics nello stabilimento molisano grazie alla decisione di sviluppare una nuova Fiat 500 ibrida per l’avvio commerciale a fine 2025, inizio 2026 e di estendere la vita commerciale della Fiat Panda ibrida fino al 2029. Lo precisa un portavoce dell’azienda. Il gruppo guidato da Carlos Tavares ribadisce quindi “l’importanza dello stabilimento di Termoli per la produzione di motori endotermici per i veicoli del gruppo, portando avanti la strategia di riduzione della Co2 e garantendo la transizione”.

I sindacati chiedono però al governo un aiuto per “forzare la mano su Acc, affinché sveli le sue strategie, anche perché sono in ballo quasi quattrocento milioni di incentivi pubblici. Al contempo chiediamo a Stellantis di assumersi fino in fondo le sue responsabilità, di chiarire quali motori produrrà a Termoli e per quanti anni, giacché non ci possono bastare rassicurazioni di principio come quello oggi ricevute non corroborate da precise assegnazioni produttive. Il Mimit parla di rincontrarci a settembre, ma per noi Termoli è uno degli stabilimenti su cui fare chiarezza al tavolo generale automotive che ci aspettiamo venga assunto dalla presidenza del Consiglio nelle prossime settimane”. Anche perché, nel frattempo, Stellantis le sue gigafactory le sta aprendo. Un anno fa è stato inaugurato il sito francese di Douvin e il prossimo sarà quello in Germania, sempre in collaborazione con Mercedes. Termoli, invece, può attendere. Chissà quanto.

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