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La rivincita di Pisacane sui Borboni, assolto l’editore Galzerano: aveva criticato l’elogio di un discendente dell’assassino

La rivincita di Pisacane sui Borboni, assolto l’editore Galzerano: aveva criticato l’elogio di un discendente dell’assassino
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Carlo Pisacane si prende la rivincita sui Borbone. Morto nella repressione della rivolta contro il Regno delle Due Sicilie a Sanza nel 1857 dopo il celeberrimo sbarco di Sapri, nel 2024 sconfigge un giudice della Repubblica italiana. La vittoria di Pisacane arriva tramite il piccolo editore Giuseppe Galzerano, assolto dal Tribunale di Vallo della Lucania, provincia di Salerno, dall’accusa di aver diffamato il giudice napoletano Edoardo Vitale. La vicenda, che ha avuto eco nazionale, riguarda una polemica nata durante un convegno neoborbonico svoltosi proprio a Sanza l’11 maggio 2019.

Durante l’evento il giudice Vitale premiò ed elogiò un discendente di Sabino Laveglia, uno degli assassini di Carlo Pisacane, figura simbolo del Risorgimento italiano. Questo gesto suscitò l’indignazione di Galzerano, da anni studioso di Pisacane, che lo definì “un’incredibile e inaccettabile vilipendio ai valori del Risorgimento” in un’intervista rilasciata a Nicola Salati del quotidiano La Città di Salerno. Galzerano criticò duramente l’elogio di un assassinio politico, sottolineando il pericoloso messaggio implicito: “Uccidete e i vostri discendenti saranno premiati”.

Galzerano ha sempre difeso con forza la memoria di Pisacane, ribadendo che quest’ultimo non fosse un invasore straniero contro il quale i sanzesi avrebbero compiuto un legittimo atto di difesa del territorio come sostenuto dal giudice Vitale, ma un napoletano e duca di San Giovanni, frazione dell’allora Porcili, oggi Stella Cilento, territorio in cui la sua famiglia aveva addirittura dei possedimenti. La presa di posizione di Galzerano non fu gradita dal giudice Vitale, che incredibilmente lo denunciò alla Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli in difesa dei valori neoborbonici. La denuncia, trasmessa al Tribunale di Salerno, venne archiviata il 15 novembre 2021 dalla pm Elena Cosentino, che non riscontrò alcuna offesa all’onore del magistrato. Non soddisfatto, il giudice Vitale reiterò le accuse al Tribunale di Vallo della Lucania, ma anche qui, il 19 gennaio 2022, il pm Luigi Spedaliere chiese l’archiviazione del caso.

Nonostante le due richieste di archiviazione, Galzerano – difeso dall’avvocata Daniela Di Iulio – informato del procedimento penale nei suoi confronti, si presentò in Tribunale per dare la sua versione. Nei giorni scorsi il gip Sergio Marotta ha definitivamente archiviato il procedimento riconoscendo legittimo il diritto di critica. Inoltre, il giudice ha sottolineato come il servizio giornalistico “volesse, in realtà, meramente offrire il proprio punto di vista” e che “le espressioni forti e perfino suggestive utilizzate dall’autore del servizio giornalistico non possano configurare l’ipotesi della denigrazione”. Secondo il magistrato, Galzerano non ha utilizzato “espressioni qualificabili in gratuiti attacchi personali”. Insomma, la memoria di Pisacane trionfa sul nostalgismo neoborbonico e si prende e si prende una rivincita in quel di Sanza.

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